Connessi

linkedin

Ogni volta che sento parlare certi politici mi chiedo come facciano a svendere se stessi per gli interessi di qualcuno che vuol distruggere il futuro della collettività, perchè è di questo che si tratta.

Posso capire che vogliano difendere la loro poltrona, i loro stipendi, i loro privilegi, ma non riesco a credere che possano barattare questi con la loro integrità, la loro dignità, la propria persona, e non solo. Quando, come in questi giorni, si strappano le vesti per far credere che l’emendamento Total – così dovrebbe essere chiamato – sia sacrosanto e utile al Paese, mi domando se non abbiano figli, nipoti, parenti o amici cui vogliono bene. Vero è che, visti i precedenti, è facile che tra questi molti siano occupati nel partito o per il partito, accomodati grazie a qualche telefonata in amicizia, ma non posso credere che lo siano tutti, o almeno, non lo voglio. E allora mi domando e domando loro come si sentono sapendo di mentire spudoratamente per difendere gli interessi di multinazionali a scapito della salute dei cittadini. Perchè appunto, tra quei cittadini, ci sono anche i loro figli, nipoti, parenti e amici. Siamo tutti connessi, nessuno escluso. Qualsiasi cosa facciamo in un modo o nell’altro ricade su tutti prima o poi. Possibile che un ordine dettato dall’alto, pressioni o promesse gli facciano credere di essere immuni dalle conseguenze, esenti dalle responsabilità? Un giorno, quando meno se l’aspetteranno e in un modo che non potranno  immaginare, per ogni cosa che avranno fatto e detto pagheranno il conto, e se qualche scontrino riusciranno a nasconderlo non potranno comunque nascondersi dalla propria coscienza, ammesso (e voglio crederlo) ne abbiano ancora una.

A questi pseudo-politici e a tutti quei giornalisti che per paura o mantenere qualche promessa vanno loro dietro, dico dunque: non sarebbe meglio fermarsi prima, ragionare su cosa si sta facendo nel presente, per non ritrovarsi a pentirsi in futuro?

Nato a Seregno il 07/07/1981, lavora nel campo del commercio e della pubblicità. Compagno di Eleonora, futuro padre di Giada Vittoria, autore di tre libri: una fiaba, “La leggenda dello Sciùr Pastrugnetti”, un noir intitolato “Dentro” e un romanzo contemporaneo disponibile in versione eBook, “Un’altra vita”.

M5S al bivio della Storia

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

In questi giorni, il M5S è giunto rapidamente alla fase più critica della sua storia. Il rischio, a fronte di nuovi errori, è quello di una scissione o implosione.

Con tutto il rispetto di quel che ha fatto il padre storico del M5S,  occorre prendere realisticamente atto che i Grillo non era più ormai una risorsa ma un problema per il M5S. Troppi errori di strategia politica, di organizzazione, di comunicazione e gestione dall’alto. Ultimo atto quello delle assurde espulsioni con processi sommari e pilotati, senza alcun contraddittorio.

Troppi errori di parlamentari talebani (che avrebbero dovuto essere solo dei nostri  portavoce) arroccati ed indisponibili ad un dialogo costruttivo e permanente con la base, altri concentrati solo su problemi secondari o su espulsioni fatte senza alcun rispetto per le stesse regole del non statuto oltre che dei principi elementari di democrazia. Altri ancora succubi silenti delle decisioni di Grillo e Casaleggio.

In tempi non sospetti scrissi che il male storico di tutti i movimenti è quello di implodere o per l’autoritarismo di un capo (ed è quello che sta accadendo) o per la frammentazione della base incapace di autogestirsi.

L’unico modo per evitarlo, tenendo insieme tutto il movimento, resta, a mio parere, quello di creare una vera democrazia dal basso con i relativi strumenti, ma in modo organizzato, con regole chiare e trasparenti condivise da tutti, con una gestione collettiva di una squadra di parlamentari democraticamente eletta dalla base.

Occorre prima fare un grande dibattito per trovare il modo unitario di uscirne ed un progetto.
Ma veniamo ad una analisi delle prospettive che si aprono. Nonostante tutte le perplessità evidenziate sul metodo antidemocratico utilizzato per definire il nuovo gruppo di gestione del M5S, considero positivo il cambiamento intervenuto.

Quel “tutti insieme”  del comunicato congiunto dei cinque parlamentari nominati, mi lascia sperare. Mi auguro si traduca in fatti in modo da ricomporre saggiamente le varie anime in un nuovo progetto comune che superi gli errori fin qui commessi di strategia e comunicazione, riporti chiarezza, ripristini il dialogo effettivo con la base attraverso nuovi strumenti per una effettiva democrazia diretta ancora mancanti e canale permanente ed unitario di dialogo con la base del M5S.

Solo così sarà possibile completare con l’aiuto dell’intelligenza collettiva un programma organico alternativo che affronti i nodi di fondo della crisi, che consenta di elaborare insieme strategie vincenti, sia politiche che di comunicazione, per rilanciare la nostra azione e soprattutto evitare la formazione di una oligarchia e la trasformazione in partito.

Con tutti questi rischi e criticità,  operativamente,  può iniziare una fase nuova, partendo da:

- una discussione allargata di chiarimento con gli iscritti, sulla linea politica
- una definizione dei vari ruoli, in base alle abilità e competenze, del gruppo delegato di gestione (ad es. io  vedrei bene Di Battista, il più carismatico a livello di comunicazione, come  portavoce in tv e nei comizi e Di Maio come punto di riferimento della strategia ed azione in parlamento)
- una riorganizzazione unitaria ed inclusiva anche di altri parlamentari o soggetti (vedi Pizzarotti ecc.) che rappresentano una visione diversa
- in attesa di un nuovo sito nazionale, autonomo da quello di Grillo, dotato di forum decente di discussione e piattaforma di proposta e voto nazionale per la base, occorre preparare un congresso sul territorio ma, soprattutto, creare subito, in parallelo, un UNICA pagina di riferimento per tutti su Facebook dove gli iscritti possano dare il loro apporto e contributo di idee in modo non dispersivo e dialogare col gruppo gestione almeno sulle scelte più importanti

- occorre costruire anche uno strumento rapido di consultazione che però non si limiti ad un si o no di decisioni già prese, ma consenta un vero dibattito e proposte alternative da parte della base; Democrazia vera dal basso è il punto chiave !

A medio termine serve ovviamente un progetto più organico per una democrazia liquida organizzata. Gli strumenti, vedi ad es. Parelon, ci sono  basterebbe organizzarli e utilizzarli al meglio.

Mi auguro che il nuovo corso si apra finalmente a questa prospettiva che resta decisiva per il futuro del M5S e del Paese.

Sulle Elezioni Regionali

beppe-grillo

Leggo, incredulo, le dichiarazioni di Di Battista e di altri che parlano di vittoria del M5S alle regionali, in Emilia e Calabria, o altre analisi astratte sull’astensionismo e sul futuro roseo del M5S.

Stando ai numeri il M5S ha perso invece moltissimi consensi rispetto alle elezioni precedenti e rischia di farsi sorpassare dalla Lega come prima forza di “opposizione”.

Invece di fare una autocritica sana sugli errori di comunicazione, sulle carenze organizzative e democratiche reali interne, oltre che di strategia comunicativa, sugli effetti deleteri della Grillo-dipendenza, in sostanza alcuni parlamentari del M5S si avventurano in analisi sterili sulle astensioni ( che evidentemente riguardano anche il M5S e la sua incapacità di essere convincente). Quando una strategia è sbagliata, Grillo o non Grillo la si cambia e da Salvini si dovrebbe almeno imparare realisticamente che, non andare in tv non paga.

L’ impressione mia ed ormai di molti iscritti e militanti è che il M5S si sia incartato, che venga ormai equiparato agli altri partiti, che sia visto come inconcludente e poco incisivo da coloro che si aspettavano una grande azione di lotta e di cambiamento.. Certo molto dipende dalla cattiva informazione dei media , ma appunto per questo è un grave errore non andarci per demistificare le balle del sistema, come un errore non aver ancora formato una squadra di governo e non essere andati a vedere le carte di Renzi a suo tempo almeno su legge elettorale e riforme istituzionali. Soprattutto ultimamente c’è troppa distanza tra base e portavoce, mentre sui temi politici, i parlamentari a 5 stelle continuano a disperdersi su denunce minori invece di affrontare i veri nodi di fondo della crisi e su una riorganizzazione del M5S che consenta di dare nuova credibilità al Movimento attraverso :

– la formazione di una squadra di governo alternativa da proporre al Paese, una effettiva democrazia dal basso che permetta un dialogo costruttivo e di aiuto da parte della base:  se non riescono a creare un forum e piattaforma di proposta e voto seria, autonoma dal blog di Grillo, che creino almeno una pagina Facebook – parlamento, aperta agli iscritti del M5S, dove inviare le proposte e suggerimenti. E’ inammissibile che ancora non ci sia un unico luogo di riferimento per tutta la base ed i portavoce.

– un cambio radicale di strategia comunicativa tornando a fare controinformazione in tv mandandoci Di Battista e Di Maio.

– la costruzione con la base di un progetto e programma più completo ed organico nei vari settori socio-economici, attraverso l’intelligenza collettiva, per affrontare in modo organico tutte le problematiche chiave per l’Italia, fornendo ricette e soluzioni alternative, ad es.:

http://www.m5slab.it/forum/index.php?topic=163.0

Senza tutto questo continueremo a perdere voti e non approfittare del calo inevitabile e prevedibile del consenso a Renzi, quando anche gli ultimi italioti si renderanno conto del vuoto che c’è dietro i suoi spot.

Ho l’impressione che Grillo, sia ormai più un ostacolo che una risorsa e che faccia di tutto per non governare, forse sarebbe il caso di cominciare a prendere le distanze e camminare finalmente con le nostre gambe in modo organizzato sia in rete che sul territorio. Basta  soprattutto col marchio in mano a due sole persone che fa a pugni con ogni idea sana di democrazia.