Come salvare il mondo ( e vivere felici )

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Ero indeciso se scrivere questo articolo, poichè il rischio di risultare superficiali trattando tutti insieme argomenti così complessi è alto.. ma eccola qui, la mia personale ricetta per rendere questo pianeta un posto migliore.

Premessa importante, non sono uno storico nè un economista, sono solo una persona semplice a cui piace usare la logica per trovare una soluzione ai problemi della vita, praticamente qualcuno a cui piace molto dilettarsi nell’antica arte del 2+2.

In questi ultimi anni trascorrendo parte del mio tempo ad informarmi tra tv, giornali e Internet spesso mi sono chiesto infatti come fosse possibile ancora oggi, con tutta la tecnologia e la conoscenza posseduta dal genere umano, patire sofferenze per problemi che dovrebbero essere risolti da un pezzo.

Una domanda che mi ha portato ad avere nel tempo una mia idea di quali siano i problemi fondamentali del nostro tempo e come si potrebbe fare per risolverli:

Sovrappopolazione. In assoluto il problema alla fonte di tutti gli altri mali del mondo. Responsabile ogni anno di milioni di morti per fame e malattie, ad esso possono essere ricondotti come conseguenze la sempre più pressante domanda di risorse alimentari, l’immigrazione, l’inquinamento sfrenato, il rischio sempre più elevato di pandemie. La cosa più tragica è che si tratta di un fenomeno che si autoalimenta dei danni che crea con il risultato di diventare nel tempo esponenzialmente sempre peggiore. Più non riusciamo infatti a tenere sotto controllo il nostro numero in quanto specie e più aumenta lo sfruttamento delle risorse naturali, e più sfruttiamo e impoveriamo tali risorse e più si avvicina la data della nostra estinzione. Mai sentito parlare dell’ overshoot-day ? Brevemente:

Dal 1987 su iniziativa della Global Footprint Network viene calcolato il bilancio annuale consumi/risorse. In base a questo calcolo si identifica il giorno dell’anno (Earth Overshoot Day) dopo il quale l’umanità consuma più di quanto l’ecosistema riesce a fornire o a riprodurre.

Il bilancio indica che questo bilancio è costantemente passivo. Nel 2011 il 27 settembre avevamo già terminato le quantità che il pianeta ci poteva offrire, quello che ogni anno consumiamo dopo tale data riduce irrimediabilmente le possibilità di produrre del pianeta.

Per chiarire meglio il concetto, ecco alcune definizioni provenienti dal documento esplicativo emesso dalla stessa Global Footprint Network.

  • “L’overshoot (letteralmente overshoot significa superamento, ndr) ecologico si verifica quando i bisogni umani superano la capacità rigenerativa di un ecosistema naturale. L’overshoot globale avviene quando l’uomo richiede più risorse e produce più rifiuti, come la CO2, di quanto la biosfera possa rigenerare e assorbire.
  • L’impronta ecologica misura la quantità di suolo e mare necessaria a produrre tutte le risorse che una popolazione consuma e ad assorbire i suoi rifiuti, avvaledosi delle tecnologie più comunemente in uso.
  • Biocapacità è un’abbreviazione di capacità biologica, vale a dire la capacità di un ecosistema di rigenerare materia biologica utile (risorse) e di assorbire i rifiuti generati dall’uomo.
  • L’Earth Overshoot Day, un concetto ideato da una fondazione britannica (www.neweconomics.org), è la data in cui la domanda antropica di risorse e servizi forniti dagli ecosistemi naturali in un certo anno supera la quantità che la Terra può rigenerare durante quello stesso anno. Da questa data in poi il bilancio va in deficit, poiché consumiamo riserve e accumuliamo rifiuti, soprattutto CO2 nell’atmosfera.”

Al livello attuale dei consumi (e soprattutto degli sprechi) l’umanità avrebbe bisogno di 1,5 pianeti come la terra. Nel 2050 avrebbe bisogno di 2 pianeti come la terra.

 

Nel 2011 il giorno di superamento delle risorse disponibili è stato il 27 settembre. Nei prossimi tre mesi sfrutteremo le scorte del passato e accumuleremo nell’aria nuova anidride carbonica, nuove quantità di risorse non rinnovabili si esauriranno

Guadate questa tabella presa da Wikipedia, riporta le date dell’overshoot day dalla data in cui è stato istituito fino al 2014

Year Overshoot Date
1987 December 19
1990 December 7
1995 November 21
2000 November 1
2005 October 20
2007 October 26
2008 September 23
2009 September 25
2010 August 21
2011 September 27[1]
2012 August 22
2013 August 20
2014 August 19

 

Capito ? Nell’anno 1987 l’overshoot day si è festeggiato il 19 Dicembre.. nel 2014 il 19 Agosto ! Quando arriveremo a festeggiarlo il 1° Gennaio ne deduco che l’umanità sarà ormai scomparsa da un pezzo.

Alla luce di ciò occorre trovare assolutamente il modo di riportare la popolazione mondiale entro numeri ragionevoli che possano risultare sostenibili per il Pianeta. Il problema è che l’incoscienza demografica è tipica dei paesi poveri del Continente Africano e Asiatico.

Ma perché le persone di questi paesi non usano sistemi contraccettivi che potrebbero salvarle da fame, miseria e malattie ? Ovvio, per carenza degli stessi, ma anche per motivi religiosi, ignoranza e stupidità. Qual’è quindi la soluzione ? Naturalmente il controllo delle nascite, ma imporlo con la forza è impossibile, dovrebbe essere il buon senso a far sì che ciò accada per mezzo di governi stabili ed evoluti che purtroppo questi paesi non hanno. Il primo passo quindi è stabilizzare queste zone del terzo mondo con aiuti di vario genere in modo che possano nascere e radicarsi tali governi. Per far ciò dobbiamo necessariamente reinstaurare vere democrazie nei nostri paesi occidentali, poichè i governi corrotti e falsamente democratici di Europa e Stati Uniti in questi anni hanno solamente lucrato e fomentato guerre e instabilità in questi luoghi per poterne tranquillamente rubare le risorse naturali, nell’interesse privato di una percentuale ristretta di popolazione ricca e potente che controlla i destini del mondo.

Religione. Che fantastica invenzione ! un accozzaglia di superstizioni, mitologia e brutti sogni spacciati per verità da sedicenti profeti (che magari la sera prima avevano esagerato con la peperonata) raccolte nei cosidetti testi sacri. Nella storia hanno causato una tale quantità di sofferenze e fatto probabilmente un numero di morti equiparabile solamente a quelli di malattie virali come l’AIDS. E non solo per l’odio religioso e le guerre sante che ne sono scaturite, ma anche per l’ostacolo sopratutto che hanno costituito per la ricerca scientifica e medica, ricerca che avrebbe potuto, se fosse stata lasciata libera di agire senza impedimenti morali di questo tipo, di migliorare enormemente la qualità della vita umana, invece che essere frenata appunto da gente “illuminata” portatrice di verità divine. Purtroppo le religioni e il potere che esercitano su di noi sono qualcosa che solo il tempo e la graduale presa di coscienza di noi stessi potranno ridimensionare. Questo potenziale e salutare ridimensionamento della fede però è minacciato da un aumento del fanatismo che potrebbe verificarsi nei prossimi anni a causa dell’inasprimento dello scontro religioso tra l’Islam e le altre fedi. Si può tentare di porvi rimedio ? Sì, ma occorrerebbe il coraggio di cassare definitivamente l’idea della società multireligiosa frenando o ancora meglio ponendo definitivamente termine ai costanti flussi migratori.

Immigrazione e Società Multiculturale. Trattandosi più di una conseguenza di altri fattori, potrebbe non sembrare un problema cardine, ma lo è, e vi dico il perchè. Rischia di far crollare le nostre Democrazie. Mi spiego meglio. I flussi migratori hanno il potenziale per spazzare via l’Europa così come la conosciamo. Questa paura viene e verrà usato sempre di più da gente spregevole allo scopo di prendere il potere. Se questo accadesse (ed è abbastanza certo) Il pericolo che si arrivi ad uno scontro di civiltà (leggi religioso) è reale e si avvierà sicuramente come sistema di autodifesa contro l’invasione straniera. Si dovrebbe capire che non tutti i popoli della terra infatti desiderano e sono portati per coesistere mescolati insieme in quella (mostruosa) concezione di società multiculturale / multireligiosa che a molti intellettuali piace tanto e il cui raggiungimento vogliono farci credere sia inevitabile. Se un domani dilagasse fino al punto di non ritorno l’intolleranza e l’odio per il diverso, e ne approfittasse un nuovo Hitler per prendere il potere, saremmo veramente nella #####. Davvero vogliamo rischiare che accada una seconda volta ? Non sono già morti in troppi in ben due Guerre Mondiali ? La società multiculturale e multireligiosa, fine ultimo del processo di Globalizzazione Capitalista che sta fagocitando storia, cultura e tradizioni dei popoli della Terra, è qualcosa poi che nessuno vuole veramente. Perchè mai, una persona nata in un certo luogo della Terra dovrebbe desiderare di abbandonare la sua casa e la sua gente, i suoi affetti, la sua cultura, per trasferirsi in un posto che non lo vuole e che gli è ostile ? Ovviamente sappiamo la risposta: povertà, guerre, difficili condizioni di vita, sicuramente non la voglia di venire a farsi insultare, disprezzare, vivere ai margini della società, sfruttare e odiare da chi si sente invaso dalla loro presenza. Trovare il modo di garantire a tutti le risorse necessarie per determinare il loro destino e vivere dignitosamente nel luogo in cui si trovano porrebbe fine ai flussi migratori. Il problema purtroppo è che tutt’oggi le grosse multinazionali depredano letteralmente le risorse dei più deboli, giocando sull’instabilità e la corruttibilità dei loro governi.. tutto per mero profitto. Le risorse depredate principalmente sono quelle di tipo energetico, e di questo parlerò più avanti, comunque abbiamo bisogno delle nostre democrazie per poter risolvere la situazione, e dobbiamo proteggerle affinchè si possa arrivare a farlo.

Capitalismo / Comunismo. Il dualismo tra questi sistemi economici ha segnato la storia moderna. Non ritengo nessuno dei due migliori dell’altro, in quanto rappresentano a mio avviso due estremismi, con più lati negativi che positivi. Qual’è quindi il sistema economico migliore ? Idealmente vi risponderei quello di Star Trek (non scherzo, guardatevi il film Primo Contatto) ma restando con i piedi per terra la risposta è una via di mezzo tra essi. Il capitalismo incentiva l’indole dell’uomo al successo personale costringendolo a dare il meglio di se stesso, ma porta anche ad uno sfruttamento della forza lavoro spesso a vantaggio del cosidetto capitalista e ad una immorale disparità di ricchezza fra diversi strati sociali. Il comunismo garantisce a tutti eguaglianza e stesse condizioni sociali, ma anche un appiattimento della società che porta chi vi ne fa parte a dare il minimo indispensabile, poichè non stimolato da quei fattori che volenti o dolenti sono appunto per l’uomo il motore principale.. ovvero il desiderio di benessere, ricchezza, successo personale, dominio sugli altri uomini, libertà. Lo Stato Sociale ritengo sia la risposta, in quanto il modo migliore per garantire libertà di impresa ai propri cittadini e ridistribuzione della ricchezza; in più dovrebbe essere accompagnato da strumenti come quello proposto dal M5S, ovvero il Reddito di Cittadinanza; lo Stato inoltre dovrebbe detenere sotto il proprio controllo strategico le infrastrutture vitali per la comunità. Altra cosa fondamentale, per combattere contro gli infausti effetti della globalizzazione capitalista, è il ritorno ai dazi contro tutti quei paesi che sfruttano la forza lavoro mettendo in crisi quella di altri paesi, i cui diritti sono difesi ma che si vedono delocalizzare le aziende per mete di questo tipo, magari non sempre per avidità ma per restare a galla e sopravvivere in un mondo globalizzato dove la concorrenza è sempre più spietata.

Energia. L’energia è la chiave di tutto. Senza energia non c’è la civiltà così come la conosciamo. Se il genere umano avesse a disposizione energia gratuita, pulita e illimitata si potrebbero mandare a fare in culo gas, petrolio, carbone: significherebbe non dipendere più dall’instabilità e volubilità delle regioni Medio-Orientali o da Multinazionali senza scrupoli come la Gazprom, spesso usata per ricattare e sottomettere i governi Europei. Niente più guerre, niente più inquinamento massiccio e immissione di gas serra nell’atmosfera, salveremmo il nostro futuro e quello del Pianeta; di più, anche il problema della scarsità di acqua potabile per i tutti quei Paesi bisognosi avrebbe soluzione con la costruzione di desalinizzatori che porterebbero alla conseguente costruzione di canali idrici per la coltivazione agricola. La svolta arriverà presto dalla fusione nucleare grazie al progetto ITER e al tokamak, o ancora meglio dall’Elio-3 lunare. Le fonti attuali di energia rinnovabile pur con tutto l’abbattimento dei costi di questi ultimi anni non sono ancora una risposta al problema, ma Centrali solari e Torri eoliche di nuova generazione potrebbero aiutarci nella fase di transizione verso la Fusione fredda, vero Santo Graal dell’energia. In definitiva con energia illimitata il genere umano avrebbe possibilità infinite di sviluppo, la pace duratura per noi tutti non sarebbe più un sogno.

Attivista ed elettore del M5S

Fenomeno migratorio: cui prodest

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Oscar Wilde scrisse che non esistono domande indiscrete, ma soltanto risposte indiscrete. Quindi è lecito domandarsi, magari in forma di ipotesi, chi sostiene l’immigrazione per ragioni d’utilità, ricoprendole con il velo merlettato della filantropia.

Nei mezzi di comunicazione italiani è assente un dibattito rilassato e ragionevole sul fenomeno, in quanto si tende a confondere determinate categorie, quali quella di profugo e clandestino, per concedere all’opinione pubblica chiavi interpretative semplificate alle quali aderire senza particolari sforzi cognitivi. Se agli occhi della sinistra tutti i migranti sono profughi che scappano dalla guerra e dalla fame, a destra tutti gli immigrati sono clandestini che approfittano della nostra ottusa benevolenza per sbarcare il lunario. Eppure, su un punto i due fronti si ritrovano d’accordo: a beneficiare dell’immigrazione sono prima di tutto gli stessi immigrati. Questa ovvietà, in quanto tale, non è esaustiva, poiché finisce per avallare l’impalcatura delle giustificazioni umanitarie, e pertanto, chiunque sostenga la politica dei respingimenti subisce l’accusa di essere inumano, il termine più in voga in realtà è razzista, dal momento che si oppone al benessere di un altro uomo. A volte, però, l’idea del bene partorita dall’astrazione, alla resa dei conti con la realtà, rischia di cadere nella contraddizione secondo la quale, per fare del bene a tutti, è necessario fare del male a qualcuno. Una concezione così malsana del bene si è palesata nella storia innumerevoli volte, tuttavia sembra che qualcuno non ne riconosca i tratti del volto, semplicemente perché essa ha cambiato veste. Ma allora sorge la seguente domanda: perché questa idea del bene è il perno di qualunque discorso pro-immigrazione? Semplicemente perché è la più spendibile agli occhi dell’opinione pubblica. Affermare che si trae dell’utile da un’azione morale, di natura diversa rispetto alla soddisfazione psicologica derivante dall’atto di aiutare qualcuno, equivale ad una confessione del proprio abietto egoismo, in quanto gli altri diventano un mero strumento per il conseguimento del proprio bene materiale. Si passa dall’essere disinteressato all’essere interessato. In questa cornice si possono individuare nello schieramento immigrazionista tre gruppi, i quali rappresentano tre ordini di interessi: economico, politico, geopolitico.

Li esporrò di seguito sinteticamente.

Interesse economico

Il partito comunista russo è tra i più strenui oppositori dell’immigrazione all’interno della Federazione. Il motivo? Hanno letto Marx. L’Unione Europea non offre la possibilità di svalutare la propria moneta nazionale per risultare più competitivi, l’alternativa è la riduzione dei salari. L’incremento della forza lavoro disponibile ad accettare livelli remunerativi più bassi costituisce, insieme alla deregolamentazione del mercato del lavoro, uno strumento efficace per questo scopo. L’immigrazione, a fronte di livelli di disoccupazione elevati e costanti, permette di mantenere basso il costo del lavoro sia nel breve che nel medio periodo, favorendo la competitività delle aziende italiane sul mercato internazionale. I capitalisti italiani possono mantenere in questo modo invariati i profitti e accumulare risparmi per gli investimenti. Non deve destare stupore il fatto che qualche noto esponente del mondo finanziario ed industriale italiano esprima sentimenti da buon samaritano e che, di fronte alla scelta morale di aiutare italiani in difficoltà o aumentare la spesa pubblica per il salvataggio e l’accoglienza degli immigrati, si dimostri a favore delle seconda soluzione. L’export rappresenta la salvezza dell’industria italiana, come dimostrato dalla crisi sofferta dalle aziende italiane orientate al mercato domestico. In questo senso, il loro obiettivo è mantenere la produzione in Italia per ragioni di prestigio, riducendo il costo del lavoro, poiché sul versante fiscale la situazione rimane inalterabile a causa di una finanza pubblica in difficoltà.

Non fermare il flusso ed assumere immigrati, sia come operai che come braccianti agricoli, rientra nell’interesse del capitalismo italiano, poiché la manodopera di riserva, a cui poter attingere senza alterare le condizioni di impiego, deve rimanere disponibile.

Interesse politico

La gestione dei centri di accoglienza è il più grande affare su cui i partiti politici di governo si sono avventati. Non si può affermare con indiscutibile certezza che già Letta ed Alfano, varando l’operazione Mare Nostrum, avessero intuito la portata dei proventi derivanti dagli affidamenti nella gestione dei centri. Tuttavia, il mercato dei centri di accoglienza pare che non rispetti le più elementari regole della concorrenza. Difatti, sussiste una forma di oligopolio costituito da cooperative d’ispirazione progressista e cattolica. Non si fa difetto, quindi, nell’assumere come verosimile l’esistenza di un cartello di partiti e società cooperative, che traggono un indiscutibile vantaggio economico dal fenomeno migratorio. Come dimostrato nel caso di Mafia Capitale o del Centro di Accoglienza di Mineo, il flusso di denaro proveniente dalle casse pubbliche viene in parte impiegato per il finanziamento dell’attività politica, tramite la creazione di centri di consenso formati sulla base dell’assunzione di personale, e come fonte di reddito integrativo per funzionari pubblici ed esponenti politici. In quest’ottica, la gestione dell’immigrazione permette una sintesi delle forme di corruttela conosciute nella prima e nella seconda repubblica. Se da un lato, l’attività politica viene sostenuta con la creazione di bacini elettorali legati al partito politico di riferimento della cooperativa che gestisce il centro, dall’altro, anche singole personalità possono ricavare un utile considerevole dal fenomeno.

Tutta la prosopopea sull’Europa, sull’Onu e sul diritto internazionale, cela in realtà l’assenza di volontà politica nell’arrestare il flusso migratorio, in quanto dietro di esso è nato un business che “rende più della droga”. I partiti al governo continueranno a rimandare la soluzione del problema, semplicemente perché non hanno alcuna intenzione di farlo, potendosi nascondere dietro le argomentazioni umanitarie, che riempiono il cuore di bontà a chi le ascolta e il portafoglio a chi le espone.

Interesse geopolitico

Partiamo da un assunto d’origine popolare: chi è sazio non può capire l’affamato. Dalla stessa condizione la visione delle cose risulta simile, la vicinanza più fattibile, l’utilizzo della persuasione meno necessaria. Le alleanze politiche in campo internazionale trovano ragion d’essere tra le forze che si ritrovano ad affrontare problemi analoghi. Gli Stati Uniti, fallito il tentativo di esportazione forzata del modello democratico-capitalistico dopo la vittoria nella guerra fredda, hanno la necessità di rinsaldare i legami, di proiettarli nello scenario delle sfide del terzo millennio. L’Unione Europea diventa lo spazio geopolitico sul quale impegnarsi per plasmare un continente che condivida non solo la stessa visione del mondo, ma anche le stesse dinamiche interne. Gli Usa, infatti, agiscono su due livelli: sul piano economico, per varare un accordo commerciale, il TTIP, che consacri il trionfo delle multinazionali nel blocco atlantico e obblighi alla deregolamentazione della produzione in Europa, e sul piano sociale, per un’alleanza che si basi sugli stessi valori e sullo stesso di modello di società multietnica. In questo senso, le ondate migratorie sono destinate a creare nel continente europeo una copia della società americana. L’alleanza atlantica si trasfigura, di conseguenza, in una concordanza di vedute sia in politica interna, che in politica estera.

L’Elefante nella Cristalleria

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Sicuramente è un problema ampio e complesso, che presenta mille confini tra il bianco e il nero ma.. datemi pure dell’insensibile, dell’ignorante, dell’egoista, al limite anche del leghista, io però mi sono veramente stancato di tutta questa massa di “migranti” che si crede legittimata ad invaderci violando i confini Europei e in particolar modo quelli Nazionali, e vorrei che si facesse seriamente qualcosa prima che la situazione precipiti e che bassi istinti e ideologie estremiste prendano il sopravvento: Lo so, già qualcuno starà pensando: “Ecco un altro fan di Salvini influenzato dai media di regime”.. no, assolutamente NO. Sono consapevole che l’Italia ha molti problemi e che quello dell’immigrazione è spesso stato usato e sbattuto in prima pagina sui giornali come spauracchio per manipolare il consenso e spostare voti, per distrarre l’attenzione sulle ruberie e malaffari della politica, ma non voler riconoscere un problema che ha creato, sta creando e creerà sempre di più sacche di razzismo e tensioni sociali è pericoloso. Lo so benissimo, quello dell’immigrazione è indubbiamente un problema che andrebbe analizzato nelle sue radici storiche e geopolitiche.. molti scappano da povertà, miseria e guerra, e hanno anche il famoso “diritto d’asilo”.. ma.. riflettete, possiamo mai farci carico del destino di tutta l’umanità ? che facciamo ? li accogliamo tutti ? ma allora sarebbe molto più sensato e onesto intellettualmente inviare delle navi cargo per farli venire qui in massa e in tutta sicurezza, invece che lasciarli morire e affogare in mare, no ? perchè è come dire a tutti questi poveri disgraziati che se riescono a sopravvivere a questa roulette russa della speranza e ad arrivare qui poi possono starci senza che nessuno gli dica nulla. A dir poco folle ! E considerato che i conflitti, le guerre, la povertà, nei paesi del terzo mondo dove queste persone vivono sono una costante da sempre è improbabile che la situazione migliori, anzi ! E quindi ? Saremmo obbligati moralmente ad accogliere milioni di persone ? Follia, lo ribadisco. Ed ecco un altra mia modesta osservazione: possono queste persone, questi popoli, pretendere di avere quello che noi Europei abbiamo conquistato in secoli di dedizione in termini di benessere e progresso, senza sudarselo a loro volta ? Sì, certo, c’è stato il Colonialismo, abbiamo invaso le loro terre in passato. Sì, certo, li abbiamo anche usati come schiavi. Mai scelta fu più scellerata. E se ci chiedessero dei danni da pagare sarei il primo a spingere perchè questi venissero quantificati e risarciti. Avevano un loro stile di vita, spesso a contatto e in equilibrio con la natura, le loro tradizioni. Cose nobilissime. Adesso invece associano il benessere e il progresso con il modo di vivere occidentale, e quel loro modo di vivere passato alla povertà, e piuttosto che sudare per costruire anche loro qualcosa di migliore, magari chiedendo il nostro aiuto (che sarei ben lieto gli venisse dato) preferiscono invaderci. Scusate ma lo ribadisco, è un comportamento a dir poco.. discutibile. La responsabilità purtroppo è in gran parte nostra, non avendo mai usato il pugno duro verso questa violenza, con i respingimenti forzati. Si sarebbero potute salvare migliaia di vite, perchè imponendo il messaggio che nessuno sarebbe potuto rimanere a nessuna condizione neanche ci avrebbero provato ad attraversare un deserto per imbarcarsi su un barcone per una traversata in mare a rischio della vita. Ma anche volendo porre il caso di aprire le frontiere (che già sono un colabrodo), cosa risolveremmo a farli restare qui ? non abbiamo nessuna capacità di assisterli, e ci sono già milioni di Italiani sotto la soglia di povertà di cui sarebbe già un dovere occuparsi. L’immigrazione e il mito dell’integrazione sono il modo migliore che ha un popolo per suicidarsi, praticamente è come fare entrare un elefante in una cristalleria, una cristalleria fatta di storia, tradizioni, cultura, usanze, delicati equilibri sociali ed economici. E’ follia allo stato puro ed è un problema pericoloso da ignorare, perchè ribadisco, può portare ad estremismi, anche di natura politica, mettendo a repentaglio la nostra democrazia in favore di qualcosa di più autoritario e meno tollerante. Siamo davvero disposti a giocarci tutto, a correre il rischio ? Non mi ridurrò a votare Lega ma spero che anche a Sinistra ci sia dia una bella svegliata su questo tema, e che non sia solo il Movimento 5 Stelle a darci un alternativa.

Attivista ed elettore del M5S