Il potere ai cittadini

DigitalDemocracy

Pensate.. una vera e piena democrazia digitale basata sul web. Un sogno che molti di noi accarezzano da quando il Movimento 5 Stelle ha avvicinato i cittadini alla politica, coinvolgendoli in prima persona.

Un sogno che non è detto che resti tale.

Se un giorno il M5S dovesse arrivare a governare (finalmente) il nostro Paese, ecco come potrebbe renderla reale.

Strumento che ritengo fondamentale per arrivare a questo obiettivo è quello della petizione online.

Prima qualche chiarimento, leggendo quanto spiega Wikipedia, in base alle finalità, è possibile classificare le petizioni come:

  • precettistiche, se invogliano il legislatore ad approvare delle norme che colmino un vuoto legislativo (vacatio)
  • di sensibilizzazione, se hanno lo scopo di focalizzare l’interesse del destinatario su una particolare tematica
  • abrogative, se invogliano il legislatore ad abrogare una determinata norma giuridica

La legge italiana prevede:

Un minimo di 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Un minimo di 500.000 per indire un referendum abrogativo, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Per finalità di sensibilizzazione non esiste invece un valore-soglia da superare, o la necessità di convalida delle firme.

In questi ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e informatici, è stata inventata la cosidetta “firma digitale”, un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche (per saperne di più andate su Wikipedia). L’ordinamento italiano ha ormai equiparato la firma digitale a quella chirografa, e ogni cittadino può ottenere una firma digitale per certificare la propria identità. Tuttavia, non esiste un sito web istituzionale per la raccolta di petizioni con firme digitali, e per l’esercizio del diritto di petizione via Internet.

Le petizioni online quindi non hanno valore legale ma sono portate avanti unicamente con finalità di sensibilizzazione. Per avere valore legale esse devono essere firmate tramite firma digitale, ma ad averla ad oggi sono in pochi, perchè il processo per ottenerla richiede le solite lungaggini burocratiche e non è sentita come utile dalle persone.

.. Pensate però se ogni cittadino italiano avesse una firma digitale ..

Chiunque di noi potrebbe portare avanti una sua petizione perchè non ci sarebbe più bisogno di avere alle spalle una qualsia voglia organizzazione ! addio volontari, certificatori, permessi da richiedere per l’occupazione del suolo pubblico, addio a tutti gli ostacoli che ci sono sempre stati per impedire a noi cittadini di far sentire la nostra voce, le firme potrebbero essere facilmente raccolte con la garanzia della piena autenticità.

Quindi alla luce di quanto detto, come introdurre una prima forma di democrazia diretta nel nostro Paese ? Prima di tutto si dovrebbe garantire ad ogni cittadino italiano una connessione a Internet pubblica e gratuita. Successivamente si dovrebbe assegnare ad ogni cittadino italiano un identità digitale certificata; ovvero lo Stato dovrebbe essere obbligato per legge a dotare ogni cittadino italiano di un indirizzo di posta certificata e di una firma digitale (magari al compimento del 18° anno di età). Per finire introdurre l’obbligo di discussione e votazione per le leggi di proposta popolare in Parlamento.

Idea folle ? probabile, ma credo comunque che sia fattibile, sempre che ci sia la reale volontà di dare il potere a noi cittadini.

Attivista ed elettore del M5S