Il treno sta per partire…

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L’attivismo non è cosa per molti ! Questa è la verità !

Se si parte dal presupposto che dobbiamo essere in tanti per portare avanti un’idea, un progetto, si rischia di restare al punto di partenza aspettando di raggiungere un numero “x” di persone.
In attesa, insomma, di un’incognita.

Nel frattempo il tempo passa e spesso anche l’entusiasmo iniziale.

E se invece si partisse da un altro presupposto ?
Di persone che hanno voglia di impegnarsi in prima persona, di riflettere, di esprimere la propria visione, il proprio pensiero, di offrire un po’ del proprio tempo… ce ne sono poche !
Ma, queste persone sono il NOCCIOLO DURO della coscienza critica, sono il motore rodato da far correre liberamente, sono la spinta propulsiva per qualsiasi progetto.

Come si dice… Meglio pochi ma buoni !
Forse riduttivo ma palesemente vero !

Allora… Basta aspettare una configurazione perfetta perché questa configurazione NON esiste !
Il nocciolo duro invece già c’è ed è pronto ad andare avanti, a cominciare un viaggio insieme.

Su M5Slab il progetto è quello di portare avanti, sviluppare e applicare il principio secondo il quale ogni persona in una società data, deve valere UNO… il principio della Democrazia Diretta.

Chiunque voglia far parte di questo viaggio è il benvenuto, con la propria valigia riempita di esperienze, di conoscenze, di competenze, di emozioni, di ideali, di valori…

Ora basta aspettare… Il treno sta per partire!

M5S uno sguardo al futuro

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Dagli Iloti agli Italioti

Come noto, gli Iloti  costituivano, nel sistema sociale di Sparta, quella parte della popolazione vivente in stato di schiavitù. Sparta, al contrario della democratica Atene, si reggeva su un sistema oligarchico con a capo una diarchia (due re). Un regime antidemocratico non dissimile dall’attuale sistema italiano diretto dalla diarchia renzusconiana formatasi grazie ai voti di tanti Italioti che agli spot elettorali di Renzi hanno creduto e continuano incredibilmente a credere, nonostante i dati macroeconomici parlino chiaro sul fallimento di queste politiche neoliberiste e sull’ inconsistenza delle ricette dei dilettanti allo sbaraglio del governo Renzi.

Tra qualche mese, forse, gli Italiani che lo hanno votato lo capiranno e, se non ci saranno altri errori di Grillo, sarà il m5s a dover ricostruire il Paese allo sfascio. Tuttavia, lo stesso Grillo rischia di essere scavalcato da Renzi e da altri soggetti sul suo stesso terreno: quello della democrazia diretta come strumento  fondamentale per produrre, attraverso l’intelligenza collettiva, nuove ricette programmatiche alternative per risolvere davvero i problemi di fondo del Paese.

Mentre le linee programmatiche per L’Europa del m5s centrano i punti giusti, il programma, elaborato a suo tempo dal m5s per l’Italia, presenta diverse lacune e andrebbe completato insieme agli strumenti per una reale democrazia liquida, che ancora mancano per l’opposizione dei vertici del m5s (ultimo esempio la sconfessione del progetto Parelon). Le due questioni sono infatti legate ed interdipendenti.

Il m5s se davvero vuole proporsi per un governo alternativo del paese deve  risolvere tre grosse contraddizioni interne:

1 – Oltre alla mancanza di strumenti democratici, per la base ed in autonomia dal blog di Grillo (forum ben strutturato, blog di controinformazione ed informazione, piattaforma liquida) l’assenza di un canale unico e permanente di dialogo tra base e portavoce e la grave contraddizione democratica del possesso del marchio del m5s da parte solo di Grillo e Casaleggio. Di qui tutte le conseguenze negative e gli errori di strategia e politica commessi in questi mesi.

2 – I problemi di comunicazione col paese attraverso una maggior presenza in tv, assurdamente disertate, per fare informazione e controinformazione.

3 – Una migliore organizzazione sia in rete che sul territorio, ad es. con un miglior radicamento tramite sedi fisse e la definizione di  una squadra di governo.

4 – Il completamento del programma inserendovi anche i grandi nodi di fondo per affrontare la crisi e attraverso il contributo dell’intelligenza collettiva, cosa possibile se si attua il punto 1 sopra descritto.

Questi, dal mio punto di vista i punti programmatici più importanti da elaborare :

– Riduzione diretta del debito (che nessuno ha incredibilmente affrontato pur essendo il pretesto per strozzinaggio ed attacchi spread).

– La questione lavoro da affrontare oltre con il provvedimento tampone del reddito di cittadinanza   attraverso un piano per il rilancio e valorizzazione del turismo.

– Patrimonio artistico, settore agro-alimentare ecc.. una ristrutturazione del sistema (lavorare meno lavorare tutti, estensione part- time ecc.) ma anche attraverso l’abolizione o rimodulazione della aberrante legge pensioni Fornero.

– Una radicale redistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso in grado di rilanciare davvero i consumi (ben altro che i finti 80 euro).

Le coperture, oltre a quelle già individuate :

– Una patrimoniale secca e senza annunci sui beni e capitali dei super-ricchi, quel 10% della popolazione che detiene capitali pari a 3 volte il nostro debito pubblico. Eventuali dismissioni di beni superflui e recupero evasione.

Ovviamente servirebbe anche un piano di politica industriale e di lotta seria alla corruzione ed al recupero degli enormi capitali  nei paradisi fiscali esteri.

Incredibilmente mi pare che la patrimoniale ed un piano di redistribuzione della ricchezza manchi nel programma del m5s insieme ad un progetto più organico  a breve lungo e medio termine.
La parola chiave in sostanza dovrebbe essere : democrazia dal basso, in modo organizzato.

Senza questo importante salto di qualità  il m5s rischia di rimanere a metà del guado.

Il potere ai cittadini

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Pensate.. una vera e piena democrazia digitale basata sul web. Un sogno che molti di noi accarezzano da quando il Movimento 5 Stelle ha avvicinato i cittadini alla politica, coinvolgendoli in prima persona.

Un sogno che non è detto che resti tale.

Se un giorno il M5S dovesse arrivare a governare (finalmente) il nostro Paese, ecco come potrebbe renderla reale.

Strumento che ritengo fondamentale per arrivare a questo obiettivo è quello della petizione online.

Prima qualche chiarimento, leggendo quanto spiega Wikipedia, in base alle finalità, è possibile classificare le petizioni come:

  • precettistiche, se invogliano il legislatore ad approvare delle norme che colmino un vuoto legislativo (vacatio)
  • di sensibilizzazione, se hanno lo scopo di focalizzare l’interesse del destinatario su una particolare tematica
  • abrogative, se invogliano il legislatore ad abrogare una determinata norma giuridica

La legge italiana prevede:

Un minimo di 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Un minimo di 500.000 per indire un referendum abrogativo, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Per finalità di sensibilizzazione non esiste invece un valore-soglia da superare, o la necessità di convalida delle firme.

In questi ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e informatici, è stata inventata la cosidetta “firma digitale”, un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche (per saperne di più andate su Wikipedia). L’ordinamento italiano ha ormai equiparato la firma digitale a quella chirografa, e ogni cittadino può ottenere una firma digitale per certificare la propria identità. Tuttavia, non esiste un sito web istituzionale per la raccolta di petizioni con firme digitali, e per l’esercizio del diritto di petizione via Internet.

Le petizioni online quindi non hanno valore legale ma sono portate avanti unicamente con finalità di sensibilizzazione. Per avere valore legale esse devono essere firmate tramite firma digitale, ma ad averla ad oggi sono in pochi, perchè il processo per ottenerla richiede le solite lungaggini burocratiche e non è sentita come utile dalle persone.

.. Pensate però se ogni cittadino italiano avesse una firma digitale ..

Chiunque di noi potrebbe portare avanti una sua petizione perchè non ci sarebbe più bisogno di avere alle spalle una qualsia voglia organizzazione ! addio volontari, certificatori, permessi da richiedere per l’occupazione del suolo pubblico, addio a tutti gli ostacoli che ci sono sempre stati per impedire a noi cittadini di far sentire la nostra voce, le firme potrebbero essere facilmente raccolte con la garanzia della piena autenticità.

Quindi alla luce di quanto detto, come introdurre una prima forma di democrazia diretta nel nostro Paese ? Prima di tutto si dovrebbe garantire ad ogni cittadino italiano una connessione a Internet pubblica e gratuita. Successivamente si dovrebbe assegnare ad ogni cittadino italiano un identità digitale certificata; ovvero lo Stato dovrebbe essere obbligato per legge a dotare ogni cittadino italiano di un indirizzo di posta certificata e di una firma digitale (magari al compimento del 18° anno di età). Per finire introdurre l’obbligo di discussione e votazione per le leggi di proposta popolare in Parlamento.

Idea folle ? probabile, ma credo comunque che sia fattibile, sempre che ci sia la reale volontà di dare il potere a noi cittadini.

Attivista ed elettore del M5S