Educazione e Civiltà

Italia-Giappone

Oggi “Renzie” all’evento organizzato dal giornale del suo partito (Repubblica) ha dichiarato

“Correggeremo gli errori sulla scuola”

Confesso di non aver letto il Disegno di Legge completo, e non so dirvi se sia o no una buona riforma e quali siano questi errori che hanno fatto incazzare mezza Italia, certo da quello che leggo in giro per la rete, cercando brevi riassunti ed estratti, sembra ci siano ragionevoli proposte e buone intenzioni.. ma.. il fatto è che manca sempre qualcosa di importante, in questa e in tutte le riforme scolastiche di questi anni.

Il problema fondamentale, oggi, e nessuno sembra capirlo, è un errata concezione di quello che la scuola dovrebbe essere (o ritornare ad essere) prima di tutto.

Una Nazione sono convinto infatti che per assicurarsi un futuro debba formare e disciplinare assolutamente le nuove generazioni.

Oggi la situazione è tragica, e non credo di esagerare. Branchi (sì uso il termine apposta perchè più simili ad animali che ad esseri umani) di ragazzi e ragazzini dai 14 ai 18 circa che si divertono a intimidire, vandalizzare, provocare, aggredire, fare casino senza nessun rispetto per il prossimo. Io non dico che si debba ritornare a plasmare le giovani menti fino al lavaggio del cervello come nel periodo Fascista, ma questa situazione non può continuare ad essere tollerabile. I ragazzi vengono lasciati allo stato brado, non si pensa altro che ad infilare nella loro testa sterili e inutili nozioni.. possibile che il ruolo della scuola si sia ridotto a questo ? Altro quindi che la buona scuola di Renzi.. qui ci vorrebbe una rivoluzione per un ritorno alle origini, di quando prima di tutto si pensava a “costruire” la persona, alla disciplina come elemento essenziale al fine educativo, e gli insegnanti erano rispettati e valorizzati.

Come ottenere tutto questo ? Alcune mie proposte:

  1. La scuola deve proporsi come luogo centrale della vita di un ragazzo, di conseguenza continuare dopo i normali orari di lezione con attività disciplinanti ed educative. Sport, pulizia dei locali della scuola affidata agli studenti, corsi di approfondimento a scelta, biblioteca interna per poter espletare i compiti lasciati dagli insegnanti. Sopratutto con i ragazzi più difficili, che sono stati cresciuti in famiglie difficili, in cui le figure genitoriali di riferimento non sono in grado di formare ed educare positivamente perchè magari a loro volta provenienti da famiglie problematiche, occorre spezzare la catena, tenendo questi ragazzi lontani il più a lungo possibile da esse e da situazioni e comportamenti dannosi per la loro crescita.
  2. Servizio Civile Nazionale obbligatorio, da espletare ogni anno per due dei tre mesi di vacanze estive.
  3. Corso di educazione civica obbligatorio, che concorra come altre materie alla valutazione finale dello studente a fine anno scolastico.
  4. Controllo delle presenze informatizzato, in modo che i genitori possano controllare se il figlio sia a scuola o meno.
  5. Controllo del rendimento scolastico informatizzato, in modo che sia possibile per i genitori verificarne il positivo andamento in ogni istante, e intervenire tempestivamente in caso contrario.
  6. Ultimo ma fondamentale. Il voto in condotta. Esiste ancora oggi ma non è usato come si dovrebbe, deve ritornare ad essere centrale nella valutazione scolatisca di rendimento. Allo studente non si deve più far passare senza conseguenze nessuna forma di abuso della pazienza e della dignità degli insegnanti o dei propri compagni (bullismo).
  7. Introdurre assistenza e consulenza psicologica gratuita per i ragazzi e gli insegnanti che ne avessero bisogno.
  8. Rigorosità educativa ma che sia premiata in varie forme, attraverso borse di studio, viaggi, ruoli di responsabilità all’interno della scuola.

Per finire, in tutto questo naturalmente il ruolo fondamentale ce l’hanno gli insegnanti. In Giappone, uno dei Paesi più civili del mondo, gli unici cittadini non obbligati ad inchinarsi davanti all’imperatore si dice siano proprio loro. Certo, il sistema scolastico lì è molto rigido, ma non per niente i Giapponesi sono famosi per essere un popolo estremamente rispettoso, educato e con forti valori. Premiarne quindi il lavoro allineando il loro trattamento economico agli standard Europei è fondamentale, con l’aggiunta dell’utilizzo di bonus e incentivi per l’impegno e la bravura di ognuno.

Spero che il M5S trovi il tempo per affrontare questa tematica valutando le idee fin qui proposte perchè le ritengo fondamentali per ritornare a vivere in futuro in un Paese civile, di cui si possa andare fieri nel Mondo.

 

Attivista ed elettore del M5S