Sulla Questione Romana

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A quanto leggo e sento, la bonifica dell’apparato burocratico-amministrativo di Roma, con le sue stratificazioni, intrecci mafiosi e difesa di interessi consolidatesi in un trentennio, sarebbe problematica per chiunque se il parlamento non varerà misure legislative speciali per Roma che la consentano. Dubito che i dilettanti allo sbaraglio del governo interverranno e non solo per una questione di incapacità endemica ma per i soliti squallidi interessi politici.

La capitale d’Italia è diventata l’emblema tragico dell’inettitudine, della superficialità, della corruzione di una classe politica italiana che purtroppo molti Italiani, continuano a votare.

Una brutta gatta da pelare che anche una forza onesta come il M5S, pur con l’aiuto dei cittadini ed un modello rivoluzionario di gestione collettiva, non puo’ pensare di debellare senza potersi avvalere di un supporto legislativo nazionale. Dunque occorrerà operare su vari fronti, cosa non facile visto che al governo ci sta attualmente il PD renzusconiano .

Forse sarebbe utile che i portavoce del M5S, insieme al gruppo romano, affrontassero questa questione chiave attraverso un confronto di prospettiva, da cui scaturisca, oltre ad un programma mirato, una strategia che tenga presenti questi nodi di fondo dato che, stando ai sondaggi, è molto probabile che possa vincere e governare la capitale, sempre che Grillo e Casaleggio (e lo vedremo dalle loro prossime azioni) vogliano avvero assumersi questa grande responsabilità.

Non credo per altro che sia cosi’ fondamentale per vincere mettere in campo uno dei parlamentari di peso, che si candidi a guidare e coordinare il processo di depurazione e ricostruzione. Certo Alessandro Di Battista sarebbe l’optimum, ma pare sia “prigioniero” della sua onestà, coerenza e rispetto di un regolamento interno a mio avviso da rivedere senza per questo scadere in quel leaderismo deleterio che ha contribuito ad affossare il paese in quest’ultimo trentennio. Comunque il suo rifiuto va rispettato anche se a molti, anche della base, appare come un ennesimo astratto disimpegno che potrebbe minare una possibile vittoria.

Personalmente, dopo aver aver ascoltato dall’Annunziata, l’ottimo intervento del gruppo consigliare romano, mi sono convinto che si puo’ vincere anche senza il traino della figura carismatica. Conta il lavoro di squadra e il gruppo romano è formato da persone molto brave e competenti, conoscono benissimo la realtà romana e le cose da fare per risanare la capitale. Dovrebbero solo i andare più spesso in tv per farsi conoscere. Il tempo c’è. Chiaro che poi servirà il supporto di tutto il M5S, in campagna elettorale ma anche dopo.

Quello che conta è non perdere questa grande occasione preparando una squadra determinata e competente, magari con alle spalle un gruppo di supporto nazionale, anche perchè, se il risanamento riuscisse, il M5S avrebbe la porta spalancata per una vittoria anche a livello nazionale.

Certo l’impresa si presenta difficile e tante tessere andrebbero sistemate prima con un progetto capace di superare i mille ostacoli, compresi i bastoni tra le ruote che Renzi, il potere mafioso radicato sul territorio, le caste partitocratiche, avvalendosi della macchina del fango mediatica, sicuramente metteranno in campo.

Sanno bene che se non riuscissero a delegittimare il M5S sarebbero finiti.

Il treno sta per partire…

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L’attivismo non è cosa per molti ! Questa è la verità !

Se si parte dal presupposto che dobbiamo essere in tanti per portare avanti un’idea, un progetto, si rischia di restare al punto di partenza aspettando di raggiungere un numero “x” di persone.
In attesa, insomma, di un’incognita.

Nel frattempo il tempo passa e spesso anche l’entusiasmo iniziale.

E se invece si partisse da un altro presupposto ?
Di persone che hanno voglia di impegnarsi in prima persona, di riflettere, di esprimere la propria visione, il proprio pensiero, di offrire un po’ del proprio tempo… ce ne sono poche !
Ma, queste persone sono il NOCCIOLO DURO della coscienza critica, sono il motore rodato da far correre liberamente, sono la spinta propulsiva per qualsiasi progetto.

Come si dice… Meglio pochi ma buoni !
Forse riduttivo ma palesemente vero !

Allora… Basta aspettare una configurazione perfetta perché questa configurazione NON esiste !
Il nocciolo duro invece già c’è ed è pronto ad andare avanti, a cominciare un viaggio insieme.

Su M5Slab il progetto è quello di portare avanti, sviluppare e applicare il principio secondo il quale ogni persona in una società data, deve valere UNO… il principio della Democrazia Diretta.

Chiunque voglia far parte di questo viaggio è il benvenuto, con la propria valigia riempita di esperienze, di conoscenze, di competenze, di emozioni, di ideali, di valori…

Ora basta aspettare… Il treno sta per partire!

M5S al bivio della Storia

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In questi giorni, il M5S è giunto rapidamente alla fase più critica della sua storia. Il rischio, a fronte di nuovi errori, è quello di una scissione o implosione.

Con tutto il rispetto di quel che ha fatto il padre storico del M5S,  occorre prendere realisticamente atto che i Grillo non era più ormai una risorsa ma un problema per il M5S. Troppi errori di strategia politica, di organizzazione, di comunicazione e gestione dall’alto. Ultimo atto quello delle assurde espulsioni con processi sommari e pilotati, senza alcun contraddittorio.

Troppi errori di parlamentari talebani (che avrebbero dovuto essere solo dei nostri  portavoce) arroccati ed indisponibili ad un dialogo costruttivo e permanente con la base, altri concentrati solo su problemi secondari o su espulsioni fatte senza alcun rispetto per le stesse regole del non statuto oltre che dei principi elementari di democrazia. Altri ancora succubi silenti delle decisioni di Grillo e Casaleggio.

In tempi non sospetti scrissi che il male storico di tutti i movimenti è quello di implodere o per l’autoritarismo di un capo (ed è quello che sta accadendo) o per la frammentazione della base incapace di autogestirsi.

L’unico modo per evitarlo, tenendo insieme tutto il movimento, resta, a mio parere, quello di creare una vera democrazia dal basso con i relativi strumenti, ma in modo organizzato, con regole chiare e trasparenti condivise da tutti, con una gestione collettiva di una squadra di parlamentari democraticamente eletta dalla base.

Occorre prima fare un grande dibattito per trovare il modo unitario di uscirne ed un progetto.
Ma veniamo ad una analisi delle prospettive che si aprono. Nonostante tutte le perplessità evidenziate sul metodo antidemocratico utilizzato per definire il nuovo gruppo di gestione del M5S, considero positivo il cambiamento intervenuto.

Quel “tutti insieme”  del comunicato congiunto dei cinque parlamentari nominati, mi lascia sperare. Mi auguro si traduca in fatti in modo da ricomporre saggiamente le varie anime in un nuovo progetto comune che superi gli errori fin qui commessi di strategia e comunicazione, riporti chiarezza, ripristini il dialogo effettivo con la base attraverso nuovi strumenti per una effettiva democrazia diretta ancora mancanti e canale permanente ed unitario di dialogo con la base del M5S.

Solo così sarà possibile completare con l’aiuto dell’intelligenza collettiva un programma organico alternativo che affronti i nodi di fondo della crisi, che consenta di elaborare insieme strategie vincenti, sia politiche che di comunicazione, per rilanciare la nostra azione e soprattutto evitare la formazione di una oligarchia e la trasformazione in partito.

Con tutti questi rischi e criticità,  operativamente,  può iniziare una fase nuova, partendo da:

- una discussione allargata di chiarimento con gli iscritti, sulla linea politica
- una definizione dei vari ruoli, in base alle abilità e competenze, del gruppo delegato di gestione (ad es. io  vedrei bene Di Battista, il più carismatico a livello di comunicazione, come  portavoce in tv e nei comizi e Di Maio come punto di riferimento della strategia ed azione in parlamento)
- una riorganizzazione unitaria ed inclusiva anche di altri parlamentari o soggetti (vedi Pizzarotti ecc.) che rappresentano una visione diversa
- in attesa di un nuovo sito nazionale, autonomo da quello di Grillo, dotato di forum decente di discussione e piattaforma di proposta e voto nazionale per la base, occorre preparare un congresso sul territorio ma, soprattutto, creare subito, in parallelo, un UNICA pagina di riferimento per tutti su Facebook dove gli iscritti possano dare il loro apporto e contributo di idee in modo non dispersivo e dialogare col gruppo gestione almeno sulle scelte più importanti

- occorre costruire anche uno strumento rapido di consultazione che però non si limiti ad un si o no di decisioni già prese, ma consenta un vero dibattito e proposte alternative da parte della base; Democrazia vera dal basso è il punto chiave !

A medio termine serve ovviamente un progetto più organico per una democrazia liquida organizzata. Gli strumenti, vedi ad es. Parelon, ci sono  basterebbe organizzarli e utilizzarli al meglio.

Mi auguro che il nuovo corso si apra finalmente a questa prospettiva che resta decisiva per il futuro del M5S e del Paese.

Sulle Elezioni Regionali

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Leggo, incredulo, le dichiarazioni di Di Battista e di altri che parlano di vittoria del M5S alle regionali, in Emilia e Calabria, o altre analisi astratte sull’astensionismo e sul futuro roseo del M5S.

Stando ai numeri il M5S ha perso invece moltissimi consensi rispetto alle elezioni precedenti e rischia di farsi sorpassare dalla Lega come prima forza di “opposizione”.

Invece di fare una autocritica sana sugli errori di comunicazione, sulle carenze organizzative e democratiche reali interne, oltre che di strategia comunicativa, sugli effetti deleteri della Grillo-dipendenza, in sostanza alcuni parlamentari del M5S si avventurano in analisi sterili sulle astensioni ( che evidentemente riguardano anche il M5S e la sua incapacità di essere convincente). Quando una strategia è sbagliata, Grillo o non Grillo la si cambia e da Salvini si dovrebbe almeno imparare realisticamente che, non andare in tv non paga.

L’ impressione mia ed ormai di molti iscritti e militanti è che il M5S si sia incartato, che venga ormai equiparato agli altri partiti, che sia visto come inconcludente e poco incisivo da coloro che si aspettavano una grande azione di lotta e di cambiamento.. Certo molto dipende dalla cattiva informazione dei media , ma appunto per questo è un grave errore non andarci per demistificare le balle del sistema, come un errore non aver ancora formato una squadra di governo e non essere andati a vedere le carte di Renzi a suo tempo almeno su legge elettorale e riforme istituzionali. Soprattutto ultimamente c’è troppa distanza tra base e portavoce, mentre sui temi politici, i parlamentari a 5 stelle continuano a disperdersi su denunce minori invece di affrontare i veri nodi di fondo della crisi e su una riorganizzazione del M5S che consenta di dare nuova credibilità al Movimento attraverso :

– la formazione di una squadra di governo alternativa da proporre al Paese, una effettiva democrazia dal basso che permetta un dialogo costruttivo e di aiuto da parte della base:  se non riescono a creare un forum e piattaforma di proposta e voto seria, autonoma dal blog di Grillo, che creino almeno una pagina Facebook – parlamento, aperta agli iscritti del M5S, dove inviare le proposte e suggerimenti. E’ inammissibile che ancora non ci sia un unico luogo di riferimento per tutta la base ed i portavoce.

– un cambio radicale di strategia comunicativa tornando a fare controinformazione in tv mandandoci Di Battista e Di Maio.

– la costruzione con la base di un progetto e programma più completo ed organico nei vari settori socio-economici, attraverso l’intelligenza collettiva, per affrontare in modo organico tutte le problematiche chiave per l’Italia, fornendo ricette e soluzioni alternative, ad es.:

http://www.m5slab.it/forum/index.php?topic=163.0

Senza tutto questo continueremo a perdere voti e non approfittare del calo inevitabile e prevedibile del consenso a Renzi, quando anche gli ultimi italioti si renderanno conto del vuoto che c’è dietro i suoi spot.

Ho l’impressione che Grillo, sia ormai più un ostacolo che una risorsa e che faccia di tutto per non governare, forse sarebbe il caso di cominciare a prendere le distanze e camminare finalmente con le nostre gambe in modo organizzato sia in rete che sul territorio. Basta  soprattutto col marchio in mano a due sole persone che fa a pugni con ogni idea sana di democrazia.

Incontro con il Cittadino Manlio Di Stefano

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Il 25 ottobre, ho avuto la fortuna di incontrare e discutere con il nostro Cittadino e Portavoce Manlio Di Stefano, venuto in Marocco, a Rabat, per un seminario del Consiglio d’Europa sui flussi migratori.
Quando ho letto che era dalle mie parti l’ho contattato e lui gentilmente mi ha dedicato un po’ di tempo per discutere di molte questioni che mi stavano a cuore sul Movimento, la DD, la politica italiana e estera, il MU estero, la società….
Sono partita per andare a quest’appuntamento con molte domande e sono tornata con molte risposte ma anche molti spunti di riflessione che voglio condividere con voi.

L’argomento principale che mi ha lasciato più questioni aperte e sulle quali riflettere è stato sicuramente quello sulla comunicazione fra base e portavoce.

Ne abbiamo discusso parecchio, con sincerità e franchezza.
Come sapete il problema fondamentale era quello di aprire un canale di comunicazione affinché questa democrazia partecipativa all’interno del Movimento prenda forma e dia modo all’intelligenza collettiva degli attivisti di concretizzarsi essendo la nostra più grande forza.

Gli ho parlato del forum ufficiale, vetrina del Movimento, abbandonato a se stesso e nel quale alcuni utenti, con un atteggiamento aggressivo e a volte violento, allontanano gli altri utenti.

Gli ho parlato anche di m5slab e dello scopo per cui è stato creato.

Gli ho parlato del MU estero e delle difficoltà che abbiamo nel comunicare con i nostri portavoce. Della delusione di non essere stati considerati in alcune scelte che coivolgevano gli italiani al’estero, come la questione recente dei Comites.

Di Stefano mi ha risposto con molta sincerità, dicendomi che effettivamente c’è un gap fra la base e i portavoce, che loro hanno bisogno dell’aiuto degli attivisti e dei MU ma che ci sono difficoltà oggettive affinché questo si realizzi pienamente.
A parte lo stato del forum ufficiale, di cui non era totalmente consapevole, mi ha spiegato anche la loro difficoltà di selezionare, fra le migliaia di post, mail, messaggi che ricevono ogni giorno, quelli più interessanti e più utili per il loro lavoro.
Cercano sempre di analizzare ciò che arriva, soprattutto nelle Commissioni di riferimento, molte proposte sono state prese in conto, ma non tutte possono essere considerate subito per quanto interessanti esse siano.
Siamo all’opposizione e i lavori della Camera e del Senato sono stabiliti dalla maggioranza. Ciò vuol dire che alcune proposte degli attivisti, ma anche le loro, restano accantonate in un “cassetto” con la speranza che un giorno possano essere inserite nel calendario e discusse in Assemblea.
Anche delle votazioni sul SO abbiamo discusso e mi ha spiegato che mentre per le proposte di legge (pochissime se non rare) c’è il tempo di informare e consultare i cittadini, la maggior parte del tempo si ritrovano a votare decreti legge in due giorni che impediscono di coinvolgere la base e soprattutto di informarla correttamente in modo che possa scegliere in maniera consapevole.
Quindi si trovano spesso nella necessità di dover prendere decisioni rapidamente.

Tornando a casa allora mi sono chiesta come possiamo colmare questo gap.
Certo abbiamo bisogno di un sistema e una piattaforma valida, ma soprattutto è necessario probabilmente “educare” gli utenti ed in particolar modo gli attivisti.
Se io faccio una proposta sul forum ufficiale o altrove… Devo anche essere consapevole di alcune realtà.

Queste sono le conclusioni alle quali sono arrivata in questi due giorni di riflessione e voglio discuterne con voi:

1) Non ha senso fare proposte generiche di cinque linee (es. mettiamo i pannelli solari su tutte le case) e sperare che tale proposta venga presa in conto.
C’è necessità di sviluppare e portare avanti questa proposta, riunendo gruppi di attivisti interessati al tema (e NON IMPORTA DOVE!), creare tavoli di lavoro e dare vita ad un documento completo da inviare poi eventualmente al portavoce o alla Commissione di riferimento.

2) Il forum ufficiale o gli altri supporti creati dagli attivisti non devono essere una valvola di sfogo per tutte le idee strampalate che ci vengono in mente, sperando che qualcuno le legga. Questi devono essere i luoghi dove gli attivisti possono mettersi in contatto e collaborare al fine di selezionare le migliori proposte ed elaborarle.

3) una volta inviate queste proposte non si può pretendere che vengano portate in discussione in aula parlamentare perché, semplicemente… Non è così che funziona!
Queste proposte tuttavia saranno utilizzate per avere un’idea della base su alcune questioni che potranno servire in caso di votazione di un decreto urgente oppure per sviluppare il nostro programma futuro.

4) seguire i lavori del Parlamento e possibilmente concentrarsi sulle tematiche affrontate al momento. Perché se è vero che può essere interessante una proposta sull’utilizzo dell’energia vulcanica per fare economie energetiche (vi giuro che l’ho letta), tuttavia se si sta discutendo di riforma elettorale i nostri portavoce non avranno un’utilità e un aiuto immediato della base su questa proposta. E loro invece hanno bisogno di un ausilio concreto secondo il momento e le riforme politiche attuali.

5) Piattaforme “parallele” sono sempre state tollerate, purché rispettino i principi del Movimento e non ostacolino il progetto dello stesso.
L’importante è comunque utilizzarle per lo scopo indicato nel punto 1. Coinvolgendo gli attivisti e lavorando per il bene del Movimento.

Questa è stata la conclusione del mio ragionamento. Certo possiamo chiedere piattaforme più performanti, anzi, sarebbe auspicabile, ma dobbiamo anche cominciare ad utilizzare quelle che abbiamo con coscienza.

Questo vale per tutti… Cittadini, attivisti e MU. Se cominciamo noi ad attivarci concretamente e seriamente sarà anche più facile comunicare efficacemente con i nostri portavoce.

Credo sinceramente che questo sia il punto centrale sul quale riflettere tutti insieme in maniera costruttiva per trovare un modo di collaborare utile per i portavoce, per gli attivisti e soprattutto per il bene dell’Italia.

Di tutte le altre questioni che abbiamo trattato… Comites, Corpo diplomatico, riforma delle modalità di voto all’estero, questione Palestinese, sanità e istruzione all’estero, ripartizioni estere, ecc….. ne abbiamo discusso a titolo personale confrontandoci come due semplici cittadini. Ognuno con le proprie idee e con grande rispetto per le opinioni dell’altro.
Anche li molti spunti di riflessione per me… Un grande e interessante scambio di pensieri e idee che mi ha arricchito molto.
Insomma, una giornata che ricorderò con piacere… Una giornata veramente a cinque stelle!

Grazie Cittadino Di Stefano!

Come funziona una vera Democrazia

Dictionary Series - Politics: democracy

Spesso ci si riempie la bocca di nobili ideali, tra cui quello di realizzare una democrazia dal basso. In realtà poi, all’atto pratico, molti ne ignorano perfino i principi di base, oppure se li dimenticano causando in tal modo il fallimento di tanti progetti, anzi contribuendo a creare l’esatto opposto di una vera democrazia diretta. Lo abbiamo visto con la democrazia con delega italiana entrata in crisi, ma anche in tentativi di chi come i padri fondatori del m5s avevano fatto della democrazia dal basso la loro bandiera.

Sia pure sinteticamente, credo sia utile perciò ricordare alcune nozioni di base.

Come è noto, il significato etimologico di democrazia viene da Démos: popolo e cràtos potere, dunque: “governo del popolo”. In una reale democrazia perciò il potere dovrebbe essere sempre nelle mani dei cittadini che direttamente o indirettamente, tramite ad es., una delega a dei rappresentanti eletti, lo esercitano in un determinato contesto sia esso un luogo reale (comune regione nazione), o virtuale: forum o piattaforma liquida.

Nell’antica Atene non solo ci fu la democrazia, ma si sperimentarono forme di reale democrazia diretta. Ciò fu possibile solo perché dei saggi (oggi si direbbe competenti) legislatori come Clistene, ne crearono prima i presupposti. Elaborarono un progetto definendone struttura, vari organismi di controllo e le regole. Seppero in sostanza organizzarla fin dagli inizi prevedendone i possibili rischi ed adottando contromisure.

La democrazia delegata è oggi in crisi in quanto i rappresentanti delegati dal popolo (in quanto presunti competenti in materia) anziché rappresentarne davvero i bisogni, hanno finito col perseguire i propri, trasformandosi in caste o oligarchie di potere, spesso oltretutto senza essere neppure competenti.

Questa separazione tra base e vertici sta purtroppo per avvenire anche nel m5s dal momento in cui i parlamentari portavoce anziché consultare la base e far decidere ad essa finiscono col decidere dall’alto, magari seguendo anche le direttive dei due fondatori che purtroppo detengono il marchio del movimento. Lo stesso processo accade in piccolo anche su vari forum o piattaforme liquide dove si ricade nello stesso vizio devastante. Questo meccanismo perverso (formazione di oligarchie interne) è il nemico peggiore di ogni reale democrazia delegata, diretta o liquida.

D’altra parte la democrazia liquida prevede un mix ben calibrato tra democrazia diretta, delegata e partecipata.

Come realizzarla dunque in modo che funzioni davvero? La risposta è semplice seguendo l’esempio greco. Organizzandola e strutturandola bene fin dall’inizio, avvalendosi di un gruppo iniziale di persone competenti in materia, costruendo prima una struttura adeguata, regole precise ed una organizzazione studiata al fine di prevenire ed eliminare i rischi di oligarchie o peggio di regimi di un capopopolo.

Ma anche con questi accorgimenti va sempre tenuto presente che la democrazia è un processo lungo e faticoso da praticare. Richiede l’impegno di tutti i cittadini e non la loro inerzia, pigrizia e passività.

Ogni testa pensa in modo diverso, dunque in caso di controversie inevitabili tutto il processo democratico, per evitare sterili polemiche e contrapposizioni, va gestito e controllato dal basso attraverso UN VOTO e delle regole precise COMUNI che garantiscano sempre il potere alla base e la gestione collegiale di tutte le decisioni tramite appunto un voto finale consapevole.

La regola base dovrebbe essere che, per ogni divergenza di opinioni, si decida sempre tramite un voto  a maggioranza. Ma perchè il voto sia informato e consapevole occorre che chi lo esercita, conosca, e dunque abbia seguito bene, compreso e partecipato alle discussioni relative. Senza questi presupposti ogni tentativo di costruire una reale democrazia, sia in una comunità locale o nazionale, sia su un forum o una piattaforma, sono destinati ad essere problematici o a fallire.

Tradotto in pratica questo significa che, ad es., una democrazia vera in rete dovrebbe basarsi su:

- un dominio o amministrazione collegiale costituito da un gruppo delegato di tecnici competenti e gruppo di controllo di garanti eletti dalla base

- una definizione comune degli obiettivi

- trasparenza e chiarezza delle informazioni

- sicurezza tramite sistemi di seria certificazione a monte per evitare, manipolazioni, intrusioni, doppie iscrizioni, alterazioni del voto ecc.

- regolamento preciso e statuto costruito e votato dalla base

- principi democratici di garanzia: elettività temporaneità (rotazione) collegialità di ogni carica o  delega

- voto palese, motivato consapevole e partecipato

Tutto il resto poco ha a che vedere con un serio processo democratico e questo vale a maggior ragione in quel che vediamo sta accadendo nelle istituzioni parlamentari Italiane ed Europee dove tutto è deciso dall’alto dai gruppi dei poteri forti.

M5SLab !

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M5SLab è un laboratorio di idee, finalizzato a sperimentare e testare l’utilizzo degli strumenti informatici che la rete offre, allo scopo di metterli a disposizione del MoVimento 5 Stelle per rendere effettivo l’art.4 del Non Statuto: “…realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico…” tra i suoi iscritti e sostenitori. L’obiettivo è quello di costruire un sito di riferimento nazionale per praticare, dal basso, la democrazia liquida, per produrre idee e proposte programmatiche, attraverso l’intelligenza collettiva, cercando di dare una soluzione organica ai problemi irrisolti del Paese.

Il gruppo di lavoro M5SLab – Laboratorio per la Democrazia Diretta – è nato dunque come libera e spontanea aggregazione di attivisti del M5S, riuniti nel tentativo di non disperdere le migliaia di proposte ed idee della base, cercando in questo modo di semplificare il compito dei portavoce eletti al Parlamento. Con la speranza che il lavoro svolto venga preso in considerazione dallo staff del MoVimento, al fine di implementarne gli attuali strumenti di Democrazia Diretta.

Attivista ed elettore del M5S