Onestà!

funeralegianroberto

È vero, il Movimento non ha perso solo un grande uomo e pensatore, ha perso un padre. Ma chi perde un padre che gli ha trasmesso qualcosa ha avuto una grande fortuna; per cui dopo le lacrime restano gli insegnamenti, i ricordi, i valori. Questi saranno la sua eredità, condivisa da chi ha creduto in lui ed ora porterà avanti il suo progetto, per realizzare il suo sogno.

C’è chi, con la mancanza di rispetto e di dignità che li contradistingue, ha subito approfittato della sua dipartita per parlare di caos e previsto sbandamenti per tutto il Movimento. Dovranno ricredersi, guardando ancora una volta alla realtà dei fatti, se avranno il coraggio e la coscienza per farlo, invece di fingere di non vederla come spesso fanno per non ammettere a se stessi che nel Movimento c’è gente onesta, che crede veramente di cambiare questo Paese, per non ammettere a se stessa che il Movimento è veramente un’idea giusta, per il bene del Paese, per non ammettere a se stessa che sta combattendo la guerra per altri, che del Paese se ne fregano e pensano solo ai loro di interessi. Se non vorranno guardare la realtà dei fatti dovranno prima o poi guardare negli occhi di gente come Di Maio, Di Battista, Morra, Taverna, che sono gli occhi di milioni di italiani, stanchi di vivere in un Paese corroso dalle lobbies e corrotto dalla mafia e politici conniventi, dovranno confrontarsi con lo sguardo di chi ci crede veramente al sogno di Gianroberto, oggi ancor più di ieri, e di fronte a quello sguardo abbasseranno i loro, sapendo di aver sbagliato a denigrare quella forza che è insita nel cuore e nell’anima di tutte quelle persone che l’hanno gridata al cielo, per salutare, per ringraziare, per sperare: onestà!

Nato a Seregno il 07/07/1981, lavora nel campo del commercio e della pubblicità. Compagno di Eleonora, futuro padre di Giada Vittoria, autore di tre libri: una fiaba, “La leggenda dello Sciùr Pastrugnetti”, un noir intitolato “Dentro” e un romanzo contemporaneo disponibile in versione eBook, “Un’altra vita”.

Marocco: lotta al terrorismo

marocco

Molte persone si preoccupano e mi chiedono informazioni sulla sicurezza qui in Marocco, vista l’escalation di terrorismo e la progressione del gruppo terroristico Daech nella zona del Maghreb.

Il Marocco oggi è rimasto la sola oasi di pace in una regione piuttosto “movimentata”. L’attentato in Tunisia del 26 giugno è l’ennesima prova che il terrorismo non ha intenzione di risparmiare niente e nessuno, neanche Paesi che hanno vissuto momenti critici durante le primavere arabe ma che finalmente stavano progredendo verso un sistema democratico.

Chiaramente il Marocco, per la sua posizione geografica, porta d’Europa, gioca un ruolo centrale ed essenziale nella preservazione della pace e della stabilità regionale.

A marzo, l’accademico spagnolo Fernandez Linares, aveva allertato sull’estensione inquietante di Daech nel Maghreb, in particolare dopo il giuramento di fedeltà al “Califfo”, nel settembre 2014, del gruppo “Jund Al Khilafa” installato nella regione frontaliera KABYLE, fra il Marocco e l’Algeria.

I dati diffusi dall’intelligence parlano di oltre 1.500 marocchini che oggi sono presenti in Siria al fianco di Daech. La situazione è quindi in effetti allarmante.

Il Marocco però non risparmia gli sforzi per la lotta al terrorismo anzi, ne ha fatto una PRIORITÀ ASSOLUTA per il Paese soprattutto dopo l’attentato al café Argana a Marrakech del 2011 e quelli del 2006.

Nel corso del 2015 è stata creata anche una cellula dell’FBI proprio per contrastare con ogni mezzo questo pericolo che, grazie all’intenso lavoro profuso, ha permesso in poco tempo l’arresto di numerosi presunti terroristi o affiliati a gruppi terroristici.

Tuttavia il fattore umano resta la principale fonte di informazione per l’intelligence. In ogni quartiere, strada, immobile trovate persone preposte per sorvegliare e raccogliere informazioni, dal Moukkaddem al guardiano di auto. Nulla passa inosservato in Marocco e probabilmente è proprio questo fattore essenziale che ha permesso di evitare drammatici eventi.

Il Ministro dell’interno Mohamed Hassad ha dichiarato che dal 2013 ad oggi sono state neutralizzate 27 cellule djiadhiste qui in Marocco, la maggioranza del gruppo Salafyya Jihadiyya, ma anche cellule del gruppo AQMI (Al Qäida au Maghreb islamique) e ISIL (État islamique en Irak et Levant) e… gli arresti continuano ogni giorno. In queste ultime due settimane sono stati individuati ed arrestati almeno una ventina di persone sospettate di Cyber-Djihadismo per conto di Daech in varie località: Tetouan, Tangeri, Tiznit, Dakhla, Beni Mellal, Meknes, Nador, Saïdia e Laâyoune.

Inoltre è stato rinforzato il sistema di sorveglianza e controllo dei marocchini residenti all’estero e questo ha permesso anche una proficua ed efficace collaborazione tra l’intelligence marocchina, una delle più performanti al mondo, con quella di altri Paesi.

In primis gli USA, con cui il Marocco ha sottoscritto un accordo bilaterale per l’assistenza antiterroristica. L’accordo prevede, attraverso la mobilitazione di esperti di entrambi i Paesi nel campo della gestione delle crisi, la sicurezza delle frontiere e le investigazioni, di rinforzare la capacità regionale soprattutto riguardo la formazione dei servizi di sicurezza civile dei Paesi alleati nella regione del Maghreb e Sahel.

Oggi, 14 luglio 2015, in un incontro a Rabat fra la Ministra degli affari esteri marocchina, M’Barka Bouaida, e il consigliere del sottosegretario americano Gerard Feirtein, è stato messo in valore il grande impegno profuso dal Marocco per la lotta al terrorismo e soprattutto per il suo ruolo determinante nelle trattative di pace per la Libia.

Oltre gli USA, anche alcuni Paesi europei hanno richiesto una collaborazione con l’intelligence marocchina. La Francia, la Germania, la Spagna, il Belgio e l’Italia.

La collaborazione Marocco-Spagna ha portato finora all’arresto di 47 presunti terroristi soprattutto residenti in Marocco. E il 30 giugno, in Italia, ha permesso la cattura a Roma di un marocchino ed un Tunisino sospettati di cyber-djihadismo per conto di Al Qäida e che sembra stessero organizzando degli attacchi in Italia ed in Nord Africa.

Questa è un po’ la situazione generale e allora, a tutti quelli che mi pongono la domanda…” Ma è sicuro il Marocco? ” posso solo rispondere che oggi non si è sicuri in nessun posto, né in Italia, né in Francia, né a New York e nemmeno in Marocco, però, allo stato attuale e osservando come il Governo italiano sta gestendo questa problematica ( …la sta gestendo?), in modo secondario e senza la minima competenza ( vedi Ministro Alfano)…. posso affermare senza dubbio che mi sento mille volte più al sicuro qui, in Marocco, con un popolo e un Governo che conoscono bene e soppesano seriamente e con attenzione il rischio che si corre, mettendo in atto strategie mirate ed ultra professionali.

La mia speranza chiaramente è che il Marocco come l’Italia siano risparmiate dall’orrore del terrorismo. Confido nella forza e nella grandezza di questo popolo per difendere la propria cultura, le proprie tradizioni e la propria terra.

Che questa oasi di pace, tolleranza e accoglienza a due passi dall’Europa e nel cuore del Maghreb resti così com’è…

TzeTze – Liberarsene si può

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Il Blog di Beppe Grillo ospita da un paio d’anni uno strano servizio di news chiamato TzeTze. Lo scopo iniziale di tale servizio, quando fu presentato in pompa magna nel 2011 tramite un post ufficiale di Grillo (http://www.beppegrillo.it/2011/07/tzetze_le_notiz.html), sembrava più che nobile, aggregare dal basso le notizie segnalate dagli utenti in modo da bypassare l’informazione asservita ai media di regime, incentivando la lettura di articoli di piccoli blog e siti indipendenti sparsi per la rete. Purtroppo da un giorno all’altro il tutto degenerò.. la Casaleggio Associati, proprietaria del servizio, cominciò a filtrare le news che gli utenti segnalavano per arrivare in poco tempo a news pubblicate quasi esclusivamente da loro (contraddistinte dalla dicitura “redazione”), caratterizzate da titoli intenzionalmente ingannevoli e sensazionalistici quasi sempre su temi relativi il Movimento allo scopo di intercettare l’attenzione del grillino medio e del suo mouse. Qui un esempio


Questo servizio “attira click” al limite del fraudolento costituisce uno dei tanti controsensi di questo Movimento. Un blog nato per fare una controinformazione onesta, indipendente e pulita si ritrova a dover dividere lo stesso spazio virtuale con un aggregatore di news il cui unico scopo è ingannare e fare profitto. Stanco quindi di questo continuo beffarsi della mia intelligenza e di quella di chi come me non ama molto farsi manipolare ho cercato un modo per uccidere il tanto odiato insetto e.. soluzione trovata ! Esiste un plugin per i maggiori browser internet chiamato Adblock Plus il cui scopo è proprio quello di bloccare la fastidiosa “spazzatura” del web.

Ecco cosa dovete fare:

Collegatevi al sito ufficiale di Adblock

https://adblockplus.org

Cliccate sul grosso pulsante verde per procedere all’installazione automatica; una volta fatto un iconcina rossa verrà posizionata nella barra degli strumenti del vostro browser, cliccate su di essa e sulla voce “Blocca elemento”, spostate il mouse sulla porzione di pagina recante il tanto odiato TzeTze, clikkate nuovamente e… Fatto !

La povera Casaleggio Associati da adesso dovrà contare su qualche click in meno.. :)

Attivista ed elettore del M5S

Come salvare il mondo ( e vivere felici )

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Ero indeciso se scrivere questo articolo, poichè il rischio di risultare superficiali trattando tutti insieme argomenti così complessi è alto.. ma eccola qui, la mia personale ricetta per rendere questo pianeta un posto migliore.

Premessa importante, non sono uno storico nè un economista, sono solo una persona semplice a cui piace usare la logica per trovare una soluzione ai problemi della vita, praticamente qualcuno a cui piace molto dilettarsi nell’antica arte del 2+2.

In questi ultimi anni trascorrendo parte del mio tempo ad informarmi tra tv, giornali e Internet spesso mi sono chiesto infatti come fosse possibile ancora oggi, con tutta la tecnologia e la conoscenza posseduta dal genere umano, patire sofferenze per problemi che dovrebbero essere risolti da un pezzo.

Una domanda che mi ha portato ad avere nel tempo una mia idea di quali siano i problemi fondamentali del nostro tempo e come si potrebbe fare per risolverli:

Sovrappopolazione. In assoluto il problema alla fonte di tutti gli altri mali del mondo. Responsabile ogni anno di milioni di morti per fame e malattie, ad esso possono essere ricondotti come conseguenze la sempre più pressante domanda di risorse alimentari, l’immigrazione, l’inquinamento sfrenato, il rischio sempre più elevato di pandemie. La cosa più tragica è che si tratta di un fenomeno che si autoalimenta dei danni che crea con il risultato di diventare nel tempo esponenzialmente sempre peggiore. Più non riusciamo infatti a tenere sotto controllo il nostro numero in quanto specie e più aumenta lo sfruttamento delle risorse naturali, e più sfruttiamo e impoveriamo tali risorse e più si avvicina la data della nostra estinzione. Mai sentito parlare dell’ overshoot-day ? Brevemente:

Dal 1987 su iniziativa della Global Footprint Network viene calcolato il bilancio annuale consumi/risorse. In base a questo calcolo si identifica il giorno dell’anno (Earth Overshoot Day) dopo il quale l’umanità consuma più di quanto l’ecosistema riesce a fornire o a riprodurre.

Il bilancio indica che questo bilancio è costantemente passivo. Nel 2011 il 27 settembre avevamo già terminato le quantità che il pianeta ci poteva offrire, quello che ogni anno consumiamo dopo tale data riduce irrimediabilmente le possibilità di produrre del pianeta.

Per chiarire meglio il concetto, ecco alcune definizioni provenienti dal documento esplicativo emesso dalla stessa Global Footprint Network.

  • “L’overshoot (letteralmente overshoot significa superamento, ndr) ecologico si verifica quando i bisogni umani superano la capacità rigenerativa di un ecosistema naturale. L’overshoot globale avviene quando l’uomo richiede più risorse e produce più rifiuti, come la CO2, di quanto la biosfera possa rigenerare e assorbire.
  • L’impronta ecologica misura la quantità di suolo e mare necessaria a produrre tutte le risorse che una popolazione consuma e ad assorbire i suoi rifiuti, avvaledosi delle tecnologie più comunemente in uso.
  • Biocapacità è un’abbreviazione di capacità biologica, vale a dire la capacità di un ecosistema di rigenerare materia biologica utile (risorse) e di assorbire i rifiuti generati dall’uomo.
  • L’Earth Overshoot Day, un concetto ideato da una fondazione britannica (www.neweconomics.org), è la data in cui la domanda antropica di risorse e servizi forniti dagli ecosistemi naturali in un certo anno supera la quantità che la Terra può rigenerare durante quello stesso anno. Da questa data in poi il bilancio va in deficit, poiché consumiamo riserve e accumuliamo rifiuti, soprattutto CO2 nell’atmosfera.”

Al livello attuale dei consumi (e soprattutto degli sprechi) l’umanità avrebbe bisogno di 1,5 pianeti come la terra. Nel 2050 avrebbe bisogno di 2 pianeti come la terra.

 

Nel 2011 il giorno di superamento delle risorse disponibili è stato il 27 settembre. Nei prossimi tre mesi sfrutteremo le scorte del passato e accumuleremo nell’aria nuova anidride carbonica, nuove quantità di risorse non rinnovabili si esauriranno

Guadate questa tabella presa da Wikipedia, riporta le date dell’overshoot day dalla data in cui è stato istituito fino al 2014

Year Overshoot Date
1987 December 19
1990 December 7
1995 November 21
2000 November 1
2005 October 20
2007 October 26
2008 September 23
2009 September 25
2010 August 21
2011 September 27[1]
2012 August 22
2013 August 20
2014 August 19

 

Capito ? Nell’anno 1987 l’overshoot day si è festeggiato il 19 Dicembre.. nel 2014 il 19 Agosto ! Quando arriveremo a festeggiarlo il 1° Gennaio ne deduco che l’umanità sarà ormai scomparsa da un pezzo.

Alla luce di ciò occorre trovare assolutamente il modo di riportare la popolazione mondiale entro numeri ragionevoli che possano risultare sostenibili per il Pianeta. Il problema è che l’incoscienza demografica è tipica dei paesi poveri del Continente Africano e Asiatico.

Ma perché le persone di questi paesi non usano sistemi contraccettivi che potrebbero salvarle da fame, miseria e malattie ? Ovvio, per carenza degli stessi, ma anche per motivi religiosi, ignoranza e stupidità. Qual’è quindi la soluzione ? Naturalmente il controllo delle nascite, ma imporlo con la forza è impossibile, dovrebbe essere il buon senso a far sì che ciò accada per mezzo di governi stabili ed evoluti che purtroppo questi paesi non hanno. Il primo passo quindi è stabilizzare queste zone del terzo mondo con aiuti di vario genere in modo che possano nascere e radicarsi tali governi. Per far ciò dobbiamo necessariamente reinstaurare vere democrazie nei nostri paesi occidentali, poichè i governi corrotti e falsamente democratici di Europa e Stati Uniti in questi anni hanno solamente lucrato e fomentato guerre e instabilità in questi luoghi per poterne tranquillamente rubare le risorse naturali, nell’interesse privato di una percentuale ristretta di popolazione ricca e potente che controlla i destini del mondo.

Religione. Che fantastica invenzione ! un accozzaglia di superstizioni, mitologia e brutti sogni spacciati per verità da sedicenti profeti (che magari la sera prima avevano esagerato con la peperonata) raccolte nei cosidetti testi sacri. Nella storia hanno causato una tale quantità di sofferenze e fatto probabilmente un numero di morti equiparabile solamente a quelli di malattie virali come l’AIDS. E non solo per l’odio religioso e le guerre sante che ne sono scaturite, ma anche per l’ostacolo sopratutto che hanno costituito per la ricerca scientifica e medica, ricerca che avrebbe potuto, se fosse stata lasciata libera di agire senza impedimenti morali di questo tipo, di migliorare enormemente la qualità della vita umana, invece che essere frenata appunto da gente “illuminata” portatrice di verità divine. Purtroppo le religioni e il potere che esercitano su di noi sono qualcosa che solo il tempo e la graduale presa di coscienza di noi stessi potranno ridimensionare. Questo potenziale e salutare ridimensionamento della fede però è minacciato da un aumento del fanatismo che potrebbe verificarsi nei prossimi anni a causa dell’inasprimento dello scontro religioso tra l’Islam e le altre fedi. Si può tentare di porvi rimedio ? Sì, ma occorrerebbe il coraggio di cassare definitivamente l’idea della società multireligiosa frenando o ancora meglio ponendo definitivamente termine ai costanti flussi migratori.

Immigrazione e Società Multiculturale. Trattandosi più di una conseguenza di altri fattori, potrebbe non sembrare un problema cardine, ma lo è, e vi dico il perchè. Rischia di far crollare le nostre Democrazie. Mi spiego meglio. I flussi migratori hanno il potenziale per spazzare via l’Europa così come la conosciamo. Questa paura viene e verrà usato sempre di più da gente spregevole allo scopo di prendere il potere. Se questo accadesse (ed è abbastanza certo) Il pericolo che si arrivi ad uno scontro di civiltà (leggi religioso) è reale e si avvierà sicuramente come sistema di autodifesa contro l’invasione straniera. Si dovrebbe capire che non tutti i popoli della terra infatti desiderano e sono portati per coesistere mescolati insieme in quella (mostruosa) concezione di società multiculturale / multireligiosa che a molti intellettuali piace tanto e il cui raggiungimento vogliono farci credere sia inevitabile. Se un domani dilagasse fino al punto di non ritorno l’intolleranza e l’odio per il diverso, e ne approfittasse un nuovo Hitler per prendere il potere, saremmo veramente nella #####. Davvero vogliamo rischiare che accada una seconda volta ? Non sono già morti in troppi in ben due Guerre Mondiali ? La società multiculturale e multireligiosa, fine ultimo del processo di Globalizzazione Capitalista che sta fagocitando storia, cultura e tradizioni dei popoli della Terra, è qualcosa poi che nessuno vuole veramente. Perchè mai, una persona nata in un certo luogo della Terra dovrebbe desiderare di abbandonare la sua casa e la sua gente, i suoi affetti, la sua cultura, per trasferirsi in un posto che non lo vuole e che gli è ostile ? Ovviamente sappiamo la risposta: povertà, guerre, difficili condizioni di vita, sicuramente non la voglia di venire a farsi insultare, disprezzare, vivere ai margini della società, sfruttare e odiare da chi si sente invaso dalla loro presenza. Trovare il modo di garantire a tutti le risorse necessarie per determinare il loro destino e vivere dignitosamente nel luogo in cui si trovano porrebbe fine ai flussi migratori. Il problema purtroppo è che tutt’oggi le grosse multinazionali depredano letteralmente le risorse dei più deboli, giocando sull’instabilità e la corruttibilità dei loro governi.. tutto per mero profitto. Le risorse depredate principalmente sono quelle di tipo energetico, e di questo parlerò più avanti, comunque abbiamo bisogno delle nostre democrazie per poter risolvere la situazione, e dobbiamo proteggerle affinchè si possa arrivare a farlo.

Capitalismo / Comunismo. Il dualismo tra questi sistemi economici ha segnato la storia moderna. Non ritengo nessuno dei due migliori dell’altro, in quanto rappresentano a mio avviso due estremismi, con più lati negativi che positivi. Qual’è quindi il sistema economico migliore ? Idealmente vi risponderei quello di Star Trek (non scherzo, guardatevi il film Primo Contatto) ma restando con i piedi per terra la risposta è una via di mezzo tra essi. Il capitalismo incentiva l’indole dell’uomo al successo personale costringendolo a dare il meglio di se stesso, ma porta anche ad uno sfruttamento della forza lavoro spesso a vantaggio del cosidetto capitalista e ad una immorale disparità di ricchezza fra diversi strati sociali. Il comunismo garantisce a tutti eguaglianza e stesse condizioni sociali, ma anche un appiattimento della società che porta chi vi ne fa parte a dare il minimo indispensabile, poichè non stimolato da quei fattori che volenti o dolenti sono appunto per l’uomo il motore principale.. ovvero il desiderio di benessere, ricchezza, successo personale, dominio sugli altri uomini, libertà. Lo Stato Sociale ritengo sia la risposta, in quanto il modo migliore per garantire libertà di impresa ai propri cittadini e ridistribuzione della ricchezza; in più dovrebbe essere accompagnato da strumenti come quello proposto dal M5S, ovvero il Reddito di Cittadinanza; lo Stato inoltre dovrebbe detenere sotto il proprio controllo strategico le infrastrutture vitali per la comunità. Altra cosa fondamentale, per combattere contro gli infausti effetti della globalizzazione capitalista, è il ritorno ai dazi contro tutti quei paesi che sfruttano la forza lavoro mettendo in crisi quella di altri paesi, i cui diritti sono difesi ma che si vedono delocalizzare le aziende per mete di questo tipo, magari non sempre per avidità ma per restare a galla e sopravvivere in un mondo globalizzato dove la concorrenza è sempre più spietata.

Energia. L’energia è la chiave di tutto. Senza energia non c’è la civiltà così come la conosciamo. Se il genere umano avesse a disposizione energia gratuita, pulita e illimitata si potrebbero mandare a fare in culo gas, petrolio, carbone: significherebbe non dipendere più dall’instabilità e volubilità delle regioni Medio-Orientali o da Multinazionali senza scrupoli come la Gazprom, spesso usata per ricattare e sottomettere i governi Europei. Niente più guerre, niente più inquinamento massiccio e immissione di gas serra nell’atmosfera, salveremmo il nostro futuro e quello del Pianeta; di più, anche il problema della scarsità di acqua potabile per i tutti quei Paesi bisognosi avrebbe soluzione con la costruzione di desalinizzatori che porterebbero alla conseguente costruzione di canali idrici per la coltivazione agricola. La svolta arriverà presto dalla fusione nucleare grazie al progetto ITER e al tokamak, o ancora meglio dall’Elio-3 lunare. Le fonti attuali di energia rinnovabile pur con tutto l’abbattimento dei costi di questi ultimi anni non sono ancora una risposta al problema, ma Centrali solari e Torri eoliche di nuova generazione potrebbero aiutarci nella fase di transizione verso la Fusione fredda, vero Santo Graal dell’energia. In definitiva con energia illimitata il genere umano avrebbe possibilità infinite di sviluppo, la pace duratura per noi tutti non sarebbe più un sogno.

Attivista ed elettore del M5S

Fenomeno migratorio: cui prodest

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Oscar Wilde scrisse che non esistono domande indiscrete, ma soltanto risposte indiscrete. Quindi è lecito domandarsi, magari in forma di ipotesi, chi sostiene l’immigrazione per ragioni d’utilità, ricoprendole con il velo merlettato della filantropia.

Nei mezzi di comunicazione italiani è assente un dibattito rilassato e ragionevole sul fenomeno, in quanto si tende a confondere determinate categorie, quali quella di profugo e clandestino, per concedere all’opinione pubblica chiavi interpretative semplificate alle quali aderire senza particolari sforzi cognitivi. Se agli occhi della sinistra tutti i migranti sono profughi che scappano dalla guerra e dalla fame, a destra tutti gli immigrati sono clandestini che approfittano della nostra ottusa benevolenza per sbarcare il lunario. Eppure, su un punto i due fronti si ritrovano d’accordo: a beneficiare dell’immigrazione sono prima di tutto gli stessi immigrati. Questa ovvietà, in quanto tale, non è esaustiva, poiché finisce per avallare l’impalcatura delle giustificazioni umanitarie, e pertanto, chiunque sostenga la politica dei respingimenti subisce l’accusa di essere inumano, il termine più in voga in realtà è razzista, dal momento che si oppone al benessere di un altro uomo. A volte, però, l’idea del bene partorita dall’astrazione, alla resa dei conti con la realtà, rischia di cadere nella contraddizione secondo la quale, per fare del bene a tutti, è necessario fare del male a qualcuno. Una concezione così malsana del bene si è palesata nella storia innumerevoli volte, tuttavia sembra che qualcuno non ne riconosca i tratti del volto, semplicemente perché essa ha cambiato veste. Ma allora sorge la seguente domanda: perché questa idea del bene è il perno di qualunque discorso pro-immigrazione? Semplicemente perché è la più spendibile agli occhi dell’opinione pubblica. Affermare che si trae dell’utile da un’azione morale, di natura diversa rispetto alla soddisfazione psicologica derivante dall’atto di aiutare qualcuno, equivale ad una confessione del proprio abietto egoismo, in quanto gli altri diventano un mero strumento per il conseguimento del proprio bene materiale. Si passa dall’essere disinteressato all’essere interessato. In questa cornice si possono individuare nello schieramento immigrazionista tre gruppi, i quali rappresentano tre ordini di interessi: economico, politico, geopolitico.

Li esporrò di seguito sinteticamente.

Interesse economico

Il partito comunista russo è tra i più strenui oppositori dell’immigrazione all’interno della Federazione. Il motivo? Hanno letto Marx. L’Unione Europea non offre la possibilità di svalutare la propria moneta nazionale per risultare più competitivi, l’alternativa è la riduzione dei salari. L’incremento della forza lavoro disponibile ad accettare livelli remunerativi più bassi costituisce, insieme alla deregolamentazione del mercato del lavoro, uno strumento efficace per questo scopo. L’immigrazione, a fronte di livelli di disoccupazione elevati e costanti, permette di mantenere basso il costo del lavoro sia nel breve che nel medio periodo, favorendo la competitività delle aziende italiane sul mercato internazionale. I capitalisti italiani possono mantenere in questo modo invariati i profitti e accumulare risparmi per gli investimenti. Non deve destare stupore il fatto che qualche noto esponente del mondo finanziario ed industriale italiano esprima sentimenti da buon samaritano e che, di fronte alla scelta morale di aiutare italiani in difficoltà o aumentare la spesa pubblica per il salvataggio e l’accoglienza degli immigrati, si dimostri a favore delle seconda soluzione. L’export rappresenta la salvezza dell’industria italiana, come dimostrato dalla crisi sofferta dalle aziende italiane orientate al mercato domestico. In questo senso, il loro obiettivo è mantenere la produzione in Italia per ragioni di prestigio, riducendo il costo del lavoro, poiché sul versante fiscale la situazione rimane inalterabile a causa di una finanza pubblica in difficoltà.

Non fermare il flusso ed assumere immigrati, sia come operai che come braccianti agricoli, rientra nell’interesse del capitalismo italiano, poiché la manodopera di riserva, a cui poter attingere senza alterare le condizioni di impiego, deve rimanere disponibile.

Interesse politico

La gestione dei centri di accoglienza è il più grande affare su cui i partiti politici di governo si sono avventati. Non si può affermare con indiscutibile certezza che già Letta ed Alfano, varando l’operazione Mare Nostrum, avessero intuito la portata dei proventi derivanti dagli affidamenti nella gestione dei centri. Tuttavia, il mercato dei centri di accoglienza pare che non rispetti le più elementari regole della concorrenza. Difatti, sussiste una forma di oligopolio costituito da cooperative d’ispirazione progressista e cattolica. Non si fa difetto, quindi, nell’assumere come verosimile l’esistenza di un cartello di partiti e società cooperative, che traggono un indiscutibile vantaggio economico dal fenomeno migratorio. Come dimostrato nel caso di Mafia Capitale o del Centro di Accoglienza di Mineo, il flusso di denaro proveniente dalle casse pubbliche viene in parte impiegato per il finanziamento dell’attività politica, tramite la creazione di centri di consenso formati sulla base dell’assunzione di personale, e come fonte di reddito integrativo per funzionari pubblici ed esponenti politici. In quest’ottica, la gestione dell’immigrazione permette una sintesi delle forme di corruttela conosciute nella prima e nella seconda repubblica. Se da un lato, l’attività politica viene sostenuta con la creazione di bacini elettorali legati al partito politico di riferimento della cooperativa che gestisce il centro, dall’altro, anche singole personalità possono ricavare un utile considerevole dal fenomeno.

Tutta la prosopopea sull’Europa, sull’Onu e sul diritto internazionale, cela in realtà l’assenza di volontà politica nell’arrestare il flusso migratorio, in quanto dietro di esso è nato un business che “rende più della droga”. I partiti al governo continueranno a rimandare la soluzione del problema, semplicemente perché non hanno alcuna intenzione di farlo, potendosi nascondere dietro le argomentazioni umanitarie, che riempiono il cuore di bontà a chi le ascolta e il portafoglio a chi le espone.

Interesse geopolitico

Partiamo da un assunto d’origine popolare: chi è sazio non può capire l’affamato. Dalla stessa condizione la visione delle cose risulta simile, la vicinanza più fattibile, l’utilizzo della persuasione meno necessaria. Le alleanze politiche in campo internazionale trovano ragion d’essere tra le forze che si ritrovano ad affrontare problemi analoghi. Gli Stati Uniti, fallito il tentativo di esportazione forzata del modello democratico-capitalistico dopo la vittoria nella guerra fredda, hanno la necessità di rinsaldare i legami, di proiettarli nello scenario delle sfide del terzo millennio. L’Unione Europea diventa lo spazio geopolitico sul quale impegnarsi per plasmare un continente che condivida non solo la stessa visione del mondo, ma anche le stesse dinamiche interne. Gli Usa, infatti, agiscono su due livelli: sul piano economico, per varare un accordo commerciale, il TTIP, che consacri il trionfo delle multinazionali nel blocco atlantico e obblighi alla deregolamentazione della produzione in Europa, e sul piano sociale, per un’alleanza che si basi sugli stessi valori e sullo stesso di modello di società multietnica. In questo senso, le ondate migratorie sono destinate a creare nel continente europeo una copia della società americana. L’alleanza atlantica si trasfigura, di conseguenza, in una concordanza di vedute sia in politica interna, che in politica estera.

Se tutti i media agiscono così?

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Per chi legge il blog di Beppe (http://www.beppegrillo.it/2014/11/passaparola_-_il_controllo_della_ue_sui_media_-_udo_ulfkotte.html), la domanda sorge spontanea: “se come affermato da più parti, tutti i media nessuno escluso, sono soggetti a pressioni più o meno esplicite, dalle varie lobbies finanziarie, politiche, corporations, apparati ecclesiastici, e chi più ne, ha più ne metta … allora noi di chi dovremmo fidarci? L’informazione libera è una delle tante utopie, come la DD, l’onestà, la pace tra i popoli, etc etc?

Il problema, come in matematica che richiede una risoluzione mediante calcoli che soddisfino alle condizioni specificate nell’enunciato, ed è di veramente difficile risoluzione. Seguìte il mio ragionamento … Se tutte le informazioni sono pilotate per qualche interesse da qualcuno al di sopra dei giornalisti, allora, non potrò fidarmi di nessun informazione o di nessun giornalista. E se non mi posso più fidare di nessun giornalista perchè nel bene o nel male è stipendiato da qualcuno, che a sua volta per stare sul mercato o prende finanziamenti pubblici come in Italia, o da un gruppo editoriale a cui parrebbe che dietro ci sia un partito politico od una lobby, allora non potrò avere mai una informazione libera, e scevra da ogni sospetto? Giusto? Ed allora dove posso attingere per avere una informazione indipendente, esente da controllo più o meno palese?

Dalla rete! E no, miei cari, perchè anche su internet ci potrebbero essere lobbies e giornalisti assoldati per indirizzarci come un branco di pecoroni verso i loro obiettivi … esistono isole felici?

Secondo alcuni “guru”, c’è una piccola possibilità … le persone comuni!!!
Come mi dirai? Un pinco pallino qualsiasi è più libero di giornalisti accreditati?!
Sì, e ti spiego il perchè brevemente. Poniamo che nel tuo paese, città, l’assessore alla sanità Tizio Caio sia sospettato di collusione con i fornitori dell’ospedale della tua città, per rifornire il tuo nosocomio di garze e siringhe scadenti,ed ad un prezzo sensibilmente maggiore di quanto effettivamente valga la merce. Dunque, i “colleghi” di partito inizieranno a tempestarti di attestati di “completa solidarietà e di assoluta certezza di un errore giudiziario o accanimento della magistratura perchè “pappa e ciccia” con la parte politica avversa”.
I suoi avversari politici affermeranno invece, che è tutto vero e rincareranno la dose con altre accuse e sospetti … e via discorrendo … ma a te che sei di una altra città, e che non hai contezza della reale situazione, di chi ti fiderai?
Dell’assessore o dei suoi avversari? I giornalisti si divideranno in colpevolisti ed innocentisti … e tu?
Ma se ogni cittadino “normale”, dice la sua su internet, le cose cambierebbero, perchè su internet si viene sbugiardati in pochi minuti, e gli altri “cittadini giornalisti per caso” porteranno altre informazioni sul caso e si sà, che se tanto mi da tanto … facendo la tara dei “Cittadini che potrebbero avere ineteressi”, perchè “affiliati” a questo o quel partito, vedrete che la massa farà trionfare la verità. non ci credete??? Volete un esempio?

I blog liberi come il nostro (M5S, M5Slab, etc etc) annientano in pochi minuti i “falsari” dell’informazione che siano professionisti o meno. Qualcuno potrebbe contestare questa affermazione, dicendo che dietro al blog di Beppe c’è la fantomatica organizzazione di Casaleggio … d’accordo, e con questo? A voi qualcuno nel bolg vi ha mai censurato un commento (se lecito e non sia contrario alle legge of course)???

A me no! E se mi guardo alle spalle, non vedo nessun emissario di servizietti segreti o lobbista! A parte lo schienale della mia poltrona dietro alle mie spalle non c’è proprio niente. E così credo di voi! E come si dice in Francia: “à la prochaine fois”.

“V”

Discorso all’Europa di Beppe

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Avete visto il video del suo discorso, davanti al Parlamento Europeo? Sono 36 minuti, ma spesi bene!
Spero di fare una sintesi corretta. L’Europa è governata da banchieri che senza alcun rimorso o remore, ci schiacciano economicamente e politicamente. Chi tira le fila? La capofila è la Germania, con alle spalle lobbies finanziarie ed industriali. Chi hanno messo a capo della commissione europea? Juncker. Chi è costui? L’ex premier del Lussemburgo (paradiso fiscale) … e lui viene a dirci che dobbiamo tirare la cinghia?!?! Inoltre, il parlamento europeo è una macchina mangiasoldi … si chiedono sacrifici, mentre loro spendono e spandono allegramente … ecco perchè i parlamentari temono i pentastellati … loro dicono tutto senza paura delle conseguenze … da quando siamo nell’euro tutti i parametri sono peggiorati … noi siamo gli unici ad avere milioni disoccupati, ma non il reddito di cittadinanza …
Beppe si dice fiero di essere contro tutto il sistema, contro l’euro, non l’Europa … persino gli economisti i nobel, ci dicono in privato che dobbiamo uscire dall’euro il più presto possibile, altro che! Un disoccupato costa 10 mln l’anno “socialmente”, e noi, non ce li possiamo permettere. La gente è disperata … i vari occupy, indignatos, M5S, spingono per salvare e rinnovare la società, mentre il potere è difeso solo dalla polizia … ma senza di noi chi avanzerebbe in Europa? I nazzisti, gli alba dorata! …
I nostri parlamentari sono elogiati dagli altri parlamentari perchè loro fanno anche le ore piccole per capire le cose … la mafia è in Germania, in Europa, agisce in Borsa, è nell’economia. Mentre voi di cosa vi preoccupate? Di cambiare le regole in corsa!!! C’era da nominare un vicepresidente per una commissione e voi cosa avete fatto? Avete cambiato le regole in corsa, perchè sarebbe toccato ad uno del nostro gruppo parlamentare!!! Noi siamo europeisti veri, ma proprio per questo che dobbiamo rifondare l’Europa … Non fidatevi della stampa, perchè manipola la informazione! Siate giornalisti voi stessi!

*** Mentre alcuni giornalisti europei ponevano domande a Beppe, un italiano lo contesta duramente e fuori luogo … Beppe reagisce e dice che “siete voi della stampa che siete più responsabili dei politici … e meno male che i vostri giornali stanno chiudendo e che non prenderanno più i contributi pubblici … quando sarete degli organi di stampa libera, io risponderò alle vostre domande”

Volete scommettere che articoli usciranno su questo discorso? Verrà riportato solo l’acceso botta e risposta con il giornalista, che altre fonti di stampa riferiscono, che parrebbe non estraneo al Pd … diranno che Beppe era d’accordo con i nostri alleati delo Ukip, per ricevere quei complimenti ( a mio parere sinceri) e …

e di tutti i 36 minuti e delle verità che gli ha “vomitato” addosso? Nessuna traccia … vogliamo scommettere?

Domandare è lecito, rispondere è cortesia

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Pur non condividendone le modalità (cosa ormai detta e stradetta da tutti, persino dagli stessi attivisti di occupypalco), ritengo debba essere un segnale di massima trasparenza, qualità che ci contraddistingue (o dovrebbe contraddistinguere) dai vecchi partiti, rispondere nel merito delle legittime richieste di spiegazioni. Perché se domandare è lecito, rispondere è cortesia.

Credo anche che abbia creato un maggiore danno mediatico l’espulsione dei quattro attivisti piuttosto che la loro “bravata” a Italia 5 Stelle.

Vorrei cercare di far notare inoltre come ci siano critiche e critiche:

  • critiche distruttive che portano solo danni, distruggendo per l’appunto quanto di buono è stato fatto, al posto che affrontare i problemi e cercarne le soluzioni
  • critiche costruttive che possono aiutare il MoVimento, del resto senza nessuna critica, come pensiamo di poterci migliorare? O crediamo di essere perfetti già così?? E come dice occupyalco: “noi stiamo ponendo domande per migliorare il Movimento non per distruggerlo.”

Le domande che sono state poste da occupypalco (che cito testualmente da Italia 5 Stelle) sono le seguenti:

Votazioni online

  • “come si fa a sapere che il voto sia stato acquisito?”
  • “Come mai non riusciamo ad avere un controllo dei voti?”
  • “Come mai non c’è la possibilità di riconteggiare i voti?

Staff

  • “tutti quanti ci interfacciamo con questo staff ma nessuno lo conosce, qual è lo staff di Milano?”
  • “Qual è l’organigramma del MoVimento 5 Stelle con tutte le deleghe ed i ruoli decisionali che sono stati dati?”

Casaleggio, sempre ad Italia 5 Stelle, ha risposto così: “Alcuni ci chiedono dei controlli sul voto, ci chiedono dei controlli sullo sviluppo, daremo questi controlli esterni sul voto e sullo sviluppo così poi, scusate, a questo punto non ci saranno più ombre sull’operato del MoVimento.”

Non avendo ancora ricevuto risposte esaustive dai “vertici” M5S, occupypalco ha provato ad avvicinarsi ai portavoce, per porgli alcune questioni.. (video qui http://www.youtube.com/watch?v=LJRd3XwZyYM del 3/11/2014)

Fabio Massimo Castaldo, portavoce al Parlamento Europeo, evita di rispondere nel merito delle domande perché dice “stiamo un attimo un po’ inguaiati che dobbiamo andà a prende il treno”, però il tempo di dire che hanno sbagliato le modalità lo trova. Per più di 3 minuti d’intervista. Ed alla domanda: “chi ci deve rispondere?” Castaldo risponde così: “parlarne con i portavoce nazionali?”. Ecco quindi le risposte di 2 portavoce nazionali:

Alessandro Di Battista: “guarda una volta scrivimi e ti rispondo perché purtroppo c’ho il treno che me parte”. Poi si arriva per un momento a parlare di Reggio Calabria ma non si risponde nel merito ad occupypalco. Vade Retro.

Luigi Di Maio: “ritieni giusto rispondere alle domande che ti sono state mandate da occupypalco?” risposta: “mai ricevute, mandatemele per mail, adesso devo scappare, sul non statuto trovate tutte le risposte”. (?) In reatà un vero statuto c’è: http://www.genovaweb.org/STATUTO-M5S.pdf E ancora: “qual è il luogo dove confrontarci?” risposta: “non lo so quale può essere questo luogo, organizziamoci”. Ecco magari cominciando a migliorare proprio il nostro portale?

Abbasso il Re! Abdicherà?

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Tanti anni fa, i Re divenivano tali non per voto ma per discendenza. In Italia, ora, abbiamo formalmente una Repubblica, ma molti ritengono che in pratica, parrebbe assomigliare più ad una sorta di Duarchia moderna che ad una Repubblica vera e propria.
Provate ad immaginare:  sostituite il vecchio Re con un Presidente della Repubblica; ed il primo ministro, con il Presidente del Consiglio … et voilà et  rien ne va plus, le jeux son faits!
Il Pres. della Repubblica chi lo elegge?
Il Pres. del Consiglio chi lo elegge?
I parlamentari chi li elegge?
Il popolo direte voi, siamo in una repubblica! Ed invece vi dimostro che non è così automatico … sarò breve … ;-)
In Italia il presidente della repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune, cioè da Senato e Camera riuniti. All’elezione partecipano anche i 58 delegati eletti dai consigli regionali.
Chi elegge i delegati regionali?
I delegati regionali  o grandi elettori, devono essere scelti in modo da escludere il rischio che anche le minoranze non siano rispettate.  Di solito è consuetudine che i consigli regionali scelgano uno dei tre delegati tra i banchi dell’opposizione, mentre gli altri due sono scelti tra le cariche principali degli organi regionali: il presidente della regione, il vicepresidente della giunta, il presidente del consiglio regionale o il capogruppo del partito di maggioranza. L’anno scorso, tra i 58 delegati regionali eletti non c’era nessun rappresentante del Movimento 5 stelle!!!
Chi decide chi saranno i grandi elettori?
Sono i consigli regionali riservano uno dei tre delegati all’opposizione, mentre gli altri due sono scelti tra le cariche principali degli organi politici regionali: la scelta cade di solito tra il presidente della regione, il vicepresidente della giunta, il presidente del consiglio regionale o il capogruppo del partito di maggioranza in consiglio. Il delegato della Valle d’Aosta è di solito il presidente della regione.
Chi è Pres. della Regione?
Chi solitamente era capolista alle votazioni regionali
Chi è capolista regionale?
Chi viene deciso dalle segreterie dei partiti …
Chi votate alla camera o Senato?
Chi le segreterie di partito  decidono  di mettere in lista (nazionali,regionali,provinciali, comunali)
Chi assieme ai Grandi Elettori vota per il P. della Repubblica?
Quando sono al completo, l’assemblea che elegge il presidente è composta da circa 1.007 persone: 630 deputati, 319 senatori (315 più i  senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi,  Emilio Colombo e Mario Monti, etc etc …) e 58 delegati regionali.
Quindi??? A parte il M5S, quanti di questi avete votato “effettivamente” (messo una croce sul loro nome)? Quanti sono il risultato di accordi all’interno delle segreterie di partito???
Nessuno a parte quelli del M5S! Quanti del M5S hanno partecipato alla elezione del PdR? Ergo, la maggiorparte dei votanti alle prossime elezioni non sarà effettivamente derivato dal tuo significativo concorso …Quindi???
Rieleggeranno un esponente dell’Ancien Régime?

Ps: Scusate ma ho dovuto sintetizzare alquanto per essere leggibile, se ho commesso qualche inesatezza od errore, sono pronto a rettificare. Non sono un politico (menomale). ;-))

Indeterminazione di un’ideologia

filosofia

Tranquilli, nessuno studio approfondito sul principio di indeterminazione di Heisenberg, al limite qualche piccolo richiamo. Mi accingo a discutere con voi il concetto di ideologia ed a cercare di capire se esiste un concetto puro, scevro da ogni dubbio. La mia NON è una pretesa di insegnamento, ma la volontà di apprendimento attraverso il dibattito. La tendenza che sempre auspico nei dibattiti è l’arricchimento dell’idea oggetto del disquisire e non la ricerca della ragione ad ogni costo, poiché, come vedremo, il concetto di ragione è completamente effimero ed in taluni casi privo di senso logico.

E qui vorrei invitare altri ad esprimere opinioni senza il timore di essere valutati, etichettati, e prezzati, poiché vi è una verità che oserei definire indubbia: non è importante stabilire da che parte è la ragione né il grado di preparazione di chi la sua ragione protesta, ma ottenere una ‘ragione ideale’ quanto più valida possibile che tenda all’universalità.

Occorre, allora, introdurre il concetto (non nuovo, non credo di inventare nulla) di incertezza, da intendersi non come mancanza totale di certezza, ma come circoscrizione del dubbio. Il principio di Heisenberg dice semplicemente che è impossibile stabilire contemporaneamente con precisione assoluta due parametri fondamentali per le particelle sub-atomiche, velocità e posizione in un dato istante, per via delle perturbazioni che la misura introdurrebbe, cosicché si potrà avere un’alta precisione sulla valutazione di un parametro a scapito della precisione dell’altro o viceversa. Semplice, ma con implicazioni sostanziali: leggi razionali non si adattano alla realtà perché imprecise. Assodato che l’incertezza (il dubbio) esiste, scientificamente provato, passiamo oltre.

Se è vero che il razionale non si adatta alla realtà è altrettanto vero che ciò avviene per carenza di dati da elaborare. Se, viceversa, fossimo in possesso della totalità dei dati che concorrono ad un fenomeno, la legge razionale che ne scaturirebbe sarebbe la rappresentazione fedelissima della realtà stessa (nell’800 si pensava di poter predire matematicamente il futuro e, quindi, di eliminare qualsiasi problema alla fonte). Dunque, sembra una via senza uscita: non abbiamo tutti i dati, saremo sempre nel dubbio. In parte è vero; possiamo però congetturare un dubbio che sia parte di sé stesso. Con questa affermazione intendo rispondere ad un primo quesito: dubitare del dubbio dovrebbe significare certezza? No, bensì crea un dubbio più grande poiché se il dubbio esiste non può esservi certezza, essendo la sua negazione.

Potrebbe, però, un dubbio contenerne altri, diciamo, di livello inferiore, non che siano più certi ma che abbiano un’oscillazione rispetto al ‘vero’ più piccola del dubbio primevo.

E’questo, secondo me, il grado di incertezza; esso può essere valutato piccolo, medio, grande, enorme etc. in dipendenza del contesto in cui opera o viene misurato.

Prendiamo ad esempio il nostro microcosmo del Forum e le sue idee.

Immaginiamolo come una stanza in cui tutti noi prendiamo posto in piedi. All’inizio siamo tutti nella stanza, tutti da una parte, infatti non siamo fuori della stanza. Tracciamo, ora, una linea da intendersi come una divisione intellettuale su un determinato argomento: una linea-idea. Ognuno si disporrà da una parte della linea, avremo due schieramenti che per la ragione della linea sono divisi, ma per quella più generale del Forum sono insieme. Il grado di certezza di stare da una parte è naturalmente legato al grado di libertà di movimento in una delle due regioni limitata dalla linea-idea.

Continuiamo a dividere la stanza in modo che la linea-idea diventi una rete. Ovvero, condizioniamo sempre più l’idea di cui si deve discutere, approfondendola, alla fine ci ritroveremo in una rete a maglie così fitte da impedirci il movimento. L’incertezza in quel momento sarà massima poiché l’oscillazione dal punto centrale della singola maglia (che rappresenta la certezza), sarà in grado di farci scavalcare una delle linee, quindi lo “stare da una parte” sarebbe sostituito dallo “stare da più parti” nonostante si oscilli attorno ad una certezza. Vi sarà, comunque, sempre una rete così stretta (un’idea così estrema) da isolare ognuno di noi nella propria maglia e, addirittura, in grado di rendere impossibile il posizionare i nostri piedi al suo interno, abbracciando, così, un certo numero di verità diverse tra loro.

Con questo voglio dire che vi sarà, per ciascun individuo, sempre un dubbio che può attestare con la sua esistenza l’impossibilità di stare totalmente o categoricamente da una parte: di essere solo comunisti, solo democratici, solo socialisti, solo liberisti ecc…

Ora, permettimi una digressione tornando all’oggetto della discussione che era provare l’esistenza dell’ideologia pura. Se la intendiamo rigida nel suo significato e cioè: invariabile nel tempo e nelle circostanze, ci si può senz’altro schierare da una parte dichiarandosi sostenitore di quell’ideologia. Se, invece, teniamo conto dell’impossibilità di collocarsi esattamente in un punto di certezza ideale per via della frammentazione dell’ideale stesso, rappresentata dalla sua intrinseca complessità, lo schierarsi da un lato non ha più significato poiché la realtà implica una notevole mole di dati di cui tener conto: una poliedrica diversità di cui non disporremo mai nella sua totalità. Dunque ognuno di noi sarà in parte democratico, in parte comunista, in parte socialista e via discorrendo, ognuno in modo soggettivo e diverso e non c’è un’ideologia che ha ragione sulle altre.

Comunque, la diversità non sempre implica contraddizione,

infatti, ritengo si possa congetturare l’esistenza di categorie di elementi che nella loro diversità concorrano allo stesso effetto quali cause inscindibili ed imprescindibili che, in tal senso, hanno anche lo stesso scopo. E’ questo, a mio avviso, il caso di una qualsiasi ideologia applicata alla realtà sociale.

L’ideologia pura esiste come astrazione, NON esiste in concreto e tanto meno come realizzazione di un impianto sociale, cosa che molti politici si rifiutano di ammettere.

Non si può generalizzare tracciando un unica linea di demarcazione pretendendo che ogni ‘user’ trovi collocazione al di qua o al di là di essa, ma solo immaginando una rete a maglie più o meno larghe potremo avere chiaro il concetto di utilizzo di questo mezzo ideologico applicato alla realtà.

E sarà, comunque, limitativo, sia per la mancanza della totalità dei dati da elaborare sia per la fluidità del cambiamento che, sostanzialmente, modifica non solo la rete suddetta, ma, cosa ben più importante, la logica e le leggi che regolano il nostro valutare la causa che spinge ognuno di noi a collocarvisi. In altre parole, anche se nel tempo non dovessero cambiare le motivazioni di un ideale potrebbero cambiare i nostri metodi per valutarle, quindi ne avremmo una rappresentazione diversa di volta in volta che tenteremo di concettualizzarlo.

Per concludere, dubito di tutto e cerco di spiegare tutto per restringere la mia oscillazione attorno alla certezza, quando non posso allargare le maglie della realtà. Se questo è impossibile e la costrizione ad allargare le maglie di questa rete (accettazione passiva di idee non condivise), che a volte diventa ossessiva, diviene necessità impellente, occorre mediare sui concetti che più uniscono la maggioranza delle persone appartenenti al MoVimento, accettando un’opinione prevalente per soddisfare le aspettative di tale maggioranza.

Tale situazione la intendo quale status della nostra psiche quando la mente conscia ha la certezza (meglio dire, il dubbio minimo) di aver fatto il possibile per limitare l’effetto del dubbio attraverso la conoscenza che porta all’unità d’intenti, poiché oltre i valori umani più alti ce n’è uno che li sovrasta e li contiene tutti: La Conoscenza.

Ma questa è un’altra storia…