Sulla Questione Romana

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A quanto leggo e sento, la bonifica dell’apparato burocratico-amministrativo di Roma, con le sue stratificazioni, intrecci mafiosi e difesa di interessi consolidatesi in un trentennio, sarebbe problematica per chiunque se il parlamento non varerà misure legislative speciali per Roma che la consentano. Dubito che i dilettanti allo sbaraglio del governo interverranno e non solo per una questione di incapacità endemica ma per i soliti squallidi interessi politici.

La capitale d’Italia è diventata l’emblema tragico dell’inettitudine, della superficialità, della corruzione di una classe politica italiana che purtroppo molti Italiani, continuano a votare.

Una brutta gatta da pelare che anche una forza onesta come il M5S, pur con l’aiuto dei cittadini ed un modello rivoluzionario di gestione collettiva, non puo’ pensare di debellare senza potersi avvalere di un supporto legislativo nazionale. Dunque occorrerà operare su vari fronti, cosa non facile visto che al governo ci sta attualmente il PD renzusconiano .

Forse sarebbe utile che i portavoce del M5S, insieme al gruppo romano, affrontassero questa questione chiave attraverso un confronto di prospettiva, da cui scaturisca, oltre ad un programma mirato, una strategia che tenga presenti questi nodi di fondo dato che, stando ai sondaggi, è molto probabile che possa vincere e governare la capitale, sempre che Grillo e Casaleggio (e lo vedremo dalle loro prossime azioni) vogliano avvero assumersi questa grande responsabilità.

Non credo per altro che sia cosi’ fondamentale per vincere mettere in campo uno dei parlamentari di peso, che si candidi a guidare e coordinare il processo di depurazione e ricostruzione. Certo Alessandro Di Battista sarebbe l’optimum, ma pare sia “prigioniero” della sua onestà, coerenza e rispetto di un regolamento interno a mio avviso da rivedere senza per questo scadere in quel leaderismo deleterio che ha contribuito ad affossare il paese in quest’ultimo trentennio. Comunque il suo rifiuto va rispettato anche se a molti, anche della base, appare come un ennesimo astratto disimpegno che potrebbe minare una possibile vittoria.

Personalmente, dopo aver aver ascoltato dall’Annunziata, l’ottimo intervento del gruppo consigliare romano, mi sono convinto che si puo’ vincere anche senza il traino della figura carismatica. Conta il lavoro di squadra e il gruppo romano è formato da persone molto brave e competenti, conoscono benissimo la realtà romana e le cose da fare per risanare la capitale. Dovrebbero solo i andare più spesso in tv per farsi conoscere. Il tempo c’è. Chiaro che poi servirà il supporto di tutto il M5S, in campagna elettorale ma anche dopo.

Quello che conta è non perdere questa grande occasione preparando una squadra determinata e competente, magari con alle spalle un gruppo di supporto nazionale, anche perchè, se il risanamento riuscisse, il M5S avrebbe la porta spalancata per una vittoria anche a livello nazionale.

Certo l’impresa si presenta difficile e tante tessere andrebbero sistemate prima con un progetto capace di superare i mille ostacoli, compresi i bastoni tra le ruote che Renzi, il potere mafioso radicato sul territorio, le caste partitocratiche, avvalendosi della macchina del fango mediatica, sicuramente metteranno in campo.

Sanno bene che se non riuscissero a delegittimare il M5S sarebbero finiti.

Cosa ci insegna il caso Greco

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Anni di asservimento agli interessi economici della Troika e FMI (che guadagnano con l’aumento IVA imposto) ed alla Germania, che, ricordo, ha guadagnato 40 miliardi con gli spread, 5 anni di cura della Troika con gestione fallimentare della Grecia, che è stata ridotta alla miseria totale, dovrebbero aver fatto capire a tutti che questa Europa è solo una accozzaglia di burocrati criminali e truffaldini. Per fortuna la Grecia sembra aver trovato il suo nuovo Ulisse che Merkel-Nettuno vorrebbe naturalmente affossare.

In questa fase, si intrecciano interessi strategici USA (non a caso Obama ha telefonato per la seconda volta alla Merkel temendo la formazione di un asse Grecia – Russia – Cina) ed economici dei poteri forti europei e della Germania che vorrebbero continuare a lucrare sui paesi mediterranei.

Una bella lotta, sempre sulla pelle dei cittadini europei, il cui esito vedremo nei prossimi giorni. In questo quadro, che andrebbe illustrato meglio ai cittadini, la connivenza e vigliaccheria servile dei nostri governanti diventa ancor più intollerabile. Penso che il M5S uscendo per un istante dalle miserie nostrane, debba muoversi su questi punti, a livello di comunicazione e controinformazione su tutti i media, ma anche attraverso contatti ed alleanze con Tsipras e Podemos per cominciare a progettare un percorso alternativo alle demenziali politiche neo-liberiste.

Ma il caso Greco ci insegna anche quanta pochezza e vuoto ci sia dietro il servile Renzismo, testimoniato anche dal suo ultimo tweet, degno erede del Berlusconismo e che le bugie dello stesso Padoan, che solo ieri aveva rassicurato sul fatto che l’Italia non sarebbe stata contagiata, ormai non reggono per più di poche ore: oggi lo spread ha toccato i 200 punti (poi a 150 nonostante gli interventi di Draghi).

Comunque vada a finire Tsipras da solo è riuscito a smascherare gran parte dei biechi interessi che dominano questa finta Europa, la nuova politica egemonica della Germania e della Merkel che, non a caso e nonostante le pressioni di Obama, ha fatto capire che Tsipras se ne deve andare.

Mi auguro solo che al referendum il popolo greco reagisca alle paure indotte e non ceda a questi ricatti vergognosi ma non farebbe male la solidarietà della parte migliore del popolo Italiano perchè qui non è in gioco solo il futuro della Grecia, ma dei diritti, delle libertà e della democrazia in tutti i paesi dell’Europa.

In prospettiva, per uscire da questa follia, serve una lotta e strategia comune tutta ancora da costruire tra le forze alternative europee.

Le condizioni per un Governo a 5 Stelle

Governo: Camera, tensione tra M5s e Pd

Nonostante tutti i media di sistema contro, il M5S ha fatto passi da gigante in questi mesi, ascoltando finalmente la base e con maggiori presenze in tv. Ma, per vincere e governare serve, oltre ad una squadra di governo democraticamente eletta e credibile, un programma alternativo da sottoporre agli Italiani. Occorre anche potenziare la comunicazione in tv per recuperare l’astensione. E’ anche su questo che si giocherà la partita decisiva alle prossime elezioni.

Per costruire il programma più completo di quello attuale, che affronti i nodi di fondo macro-economici, proponendo agli Italiani un modello sociale diverso di sviluppo da quello neoliberista, servono strumenti in rete e sul territorio per praticare dal basso, in modo più organizzato, una reale democrazia che consentano di costruirlo attraverso l’intelligenza collettiva.

La credibilità si acquista, oltre che con la coerenza e l’onestà anche con i contenuti e la progettazione in tutti i settori economici, con una comunicazione efficace. Probabilmente dovranno essere valutate anche alleanze in Italia (ad es., per come la vedo io, con il movimento di Landini-Civati e, in Europa, con Tsipras-Podemos ecc.). L’attuale legge elettorale infatti, stando ai numeri attuali e con un centrodestra unito, rende problematico un nostro approdo al ballottaggio, anche se Renzi sembra in caduta libera.

In questo programma non possono mancare a mio parere, oltre al REDDITO DI CITTADINANZA,  alcuni aspetti di fondo per far uscire davvero il paese da questa crisi truffa quali:

- un piano di politiche industriali, terziario e agricole in tutti i settori macroeconomici

- creazione di lavoro per i giovani riorganizzando tutto il sistema degli orari e rotazione, lavorando meno ma lavorando tutti, potenziamento del part-time ecc.

- l’abolizione del demenziale vincolo del pareggio di bilancio

- la redistribuzione della ricchezza attraverso una patrimoniale secca su quel 10% di super-ricchi che detiene capitali pari al doppio del nostro debito pubblico, magari prendendo spunto dalle soluzioni che propose a suo tempo Ingroia per contrastare davvero l’evasione nei paradisi fiscali. Questo consentirebbe di recuperare enormi risorse per rilanciare tutto il paese

- l’abbattimento diretto del debito pubblico attraverso una nazionalizzazione di alcune banche

- una gestione creativa ed intelligente dell’immigrazione ad esempio attraverso il ripopolamento dei centri storici in abbandono presenti in Italia

- soprattutto la creazione di un sito in rete per la base dotato di forum decente (quello di Grillo non lo è), blog-giornale e piattaforma di voto (più avanzata di lex) per costruire e perfezionare collettivamente programmi e praticare davvero una reale democrazia diretta dei cittadini

- la revisione dell’aberrante legge sulle pensioni Monti-Fornero, che uccide i vecchi e toglie lavoro ai giovani

- migliorare la comunicazione sui media spiegando meglio le ragioni del rifiuto di sostenere il finto tentativo di Bersani, poichè, ancora oggi, molti hanno smesso di votare il M5S o si astengono perchè pensano che sia stata persa una occasione per fare qualcosa per il Paese. Occorre andare in tv (la rete non basta), sollevare questo tema e spiegare agli italiani poco informati come andarono davvero le cose comunicando in sintesi le cose concrete fatte in parlamento. Mandare un messaggio forte di speranza e credibilità.

Se il M5S saprà cominciare a costruire da subito questo processo allora potremo davvero vincere e governare questo Paese portandolo fuori, col contributo di tutti i cittadini che vogliano impegnarsi, dallo sfascio cui lo hanno ridotto le caste politiche di destra e finta sinistra.

 

M5S al bivio della Storia

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In questi giorni, il M5S è giunto rapidamente alla fase più critica della sua storia. Il rischio, a fronte di nuovi errori, è quello di una scissione o implosione.

Con tutto il rispetto di quel che ha fatto il padre storico del M5S,  occorre prendere realisticamente atto che i Grillo non era più ormai una risorsa ma un problema per il M5S. Troppi errori di strategia politica, di organizzazione, di comunicazione e gestione dall’alto. Ultimo atto quello delle assurde espulsioni con processi sommari e pilotati, senza alcun contraddittorio.

Troppi errori di parlamentari talebani (che avrebbero dovuto essere solo dei nostri  portavoce) arroccati ed indisponibili ad un dialogo costruttivo e permanente con la base, altri concentrati solo su problemi secondari o su espulsioni fatte senza alcun rispetto per le stesse regole del non statuto oltre che dei principi elementari di democrazia. Altri ancora succubi silenti delle decisioni di Grillo e Casaleggio.

In tempi non sospetti scrissi che il male storico di tutti i movimenti è quello di implodere o per l’autoritarismo di un capo (ed è quello che sta accadendo) o per la frammentazione della base incapace di autogestirsi.

L’unico modo per evitarlo, tenendo insieme tutto il movimento, resta, a mio parere, quello di creare una vera democrazia dal basso con i relativi strumenti, ma in modo organizzato, con regole chiare e trasparenti condivise da tutti, con una gestione collettiva di una squadra di parlamentari democraticamente eletta dalla base.

Occorre prima fare un grande dibattito per trovare il modo unitario di uscirne ed un progetto.
Ma veniamo ad una analisi delle prospettive che si aprono. Nonostante tutte le perplessità evidenziate sul metodo antidemocratico utilizzato per definire il nuovo gruppo di gestione del M5S, considero positivo il cambiamento intervenuto.

Quel “tutti insieme”  del comunicato congiunto dei cinque parlamentari nominati, mi lascia sperare. Mi auguro si traduca in fatti in modo da ricomporre saggiamente le varie anime in un nuovo progetto comune che superi gli errori fin qui commessi di strategia e comunicazione, riporti chiarezza, ripristini il dialogo effettivo con la base attraverso nuovi strumenti per una effettiva democrazia diretta ancora mancanti e canale permanente ed unitario di dialogo con la base del M5S.

Solo così sarà possibile completare con l’aiuto dell’intelligenza collettiva un programma organico alternativo che affronti i nodi di fondo della crisi, che consenta di elaborare insieme strategie vincenti, sia politiche che di comunicazione, per rilanciare la nostra azione e soprattutto evitare la formazione di una oligarchia e la trasformazione in partito.

Con tutti questi rischi e criticità,  operativamente,  può iniziare una fase nuova, partendo da:

- una discussione allargata di chiarimento con gli iscritti, sulla linea politica
- una definizione dei vari ruoli, in base alle abilità e competenze, del gruppo delegato di gestione (ad es. io  vedrei bene Di Battista, il più carismatico a livello di comunicazione, come  portavoce in tv e nei comizi e Di Maio come punto di riferimento della strategia ed azione in parlamento)
- una riorganizzazione unitaria ed inclusiva anche di altri parlamentari o soggetti (vedi Pizzarotti ecc.) che rappresentano una visione diversa
- in attesa di un nuovo sito nazionale, autonomo da quello di Grillo, dotato di forum decente di discussione e piattaforma di proposta e voto nazionale per la base, occorre preparare un congresso sul territorio ma, soprattutto, creare subito, in parallelo, un UNICA pagina di riferimento per tutti su Facebook dove gli iscritti possano dare il loro apporto e contributo di idee in modo non dispersivo e dialogare col gruppo gestione almeno sulle scelte più importanti

- occorre costruire anche uno strumento rapido di consultazione che però non si limiti ad un si o no di decisioni già prese, ma consenta un vero dibattito e proposte alternative da parte della base; Democrazia vera dal basso è il punto chiave !

A medio termine serve ovviamente un progetto più organico per una democrazia liquida organizzata. Gli strumenti, vedi ad es. Parelon, ci sono  basterebbe organizzarli e utilizzarli al meglio.

Mi auguro che il nuovo corso si apra finalmente a questa prospettiva che resta decisiva per il futuro del M5S e del Paese.

Sulle Elezioni Regionali

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Leggo, incredulo, le dichiarazioni di Di Battista e di altri che parlano di vittoria del M5S alle regionali, in Emilia e Calabria, o altre analisi astratte sull’astensionismo e sul futuro roseo del M5S.

Stando ai numeri il M5S ha perso invece moltissimi consensi rispetto alle elezioni precedenti e rischia di farsi sorpassare dalla Lega come prima forza di “opposizione”.

Invece di fare una autocritica sana sugli errori di comunicazione, sulle carenze organizzative e democratiche reali interne, oltre che di strategia comunicativa, sugli effetti deleteri della Grillo-dipendenza, in sostanza alcuni parlamentari del M5S si avventurano in analisi sterili sulle astensioni ( che evidentemente riguardano anche il M5S e la sua incapacità di essere convincente). Quando una strategia è sbagliata, Grillo o non Grillo la si cambia e da Salvini si dovrebbe almeno imparare realisticamente che, non andare in tv non paga.

L’ impressione mia ed ormai di molti iscritti e militanti è che il M5S si sia incartato, che venga ormai equiparato agli altri partiti, che sia visto come inconcludente e poco incisivo da coloro che si aspettavano una grande azione di lotta e di cambiamento.. Certo molto dipende dalla cattiva informazione dei media , ma appunto per questo è un grave errore non andarci per demistificare le balle del sistema, come un errore non aver ancora formato una squadra di governo e non essere andati a vedere le carte di Renzi a suo tempo almeno su legge elettorale e riforme istituzionali. Soprattutto ultimamente c’è troppa distanza tra base e portavoce, mentre sui temi politici, i parlamentari a 5 stelle continuano a disperdersi su denunce minori invece di affrontare i veri nodi di fondo della crisi e su una riorganizzazione del M5S che consenta di dare nuova credibilità al Movimento attraverso :

– la formazione di una squadra di governo alternativa da proporre al Paese, una effettiva democrazia dal basso che permetta un dialogo costruttivo e di aiuto da parte della base:  se non riescono a creare un forum e piattaforma di proposta e voto seria, autonoma dal blog di Grillo, che creino almeno una pagina Facebook – parlamento, aperta agli iscritti del M5S, dove inviare le proposte e suggerimenti. E’ inammissibile che ancora non ci sia un unico luogo di riferimento per tutta la base ed i portavoce.

– un cambio radicale di strategia comunicativa tornando a fare controinformazione in tv mandandoci Di Battista e Di Maio.

– la costruzione con la base di un progetto e programma più completo ed organico nei vari settori socio-economici, attraverso l’intelligenza collettiva, per affrontare in modo organico tutte le problematiche chiave per l’Italia, fornendo ricette e soluzioni alternative, ad es.:

http://www.m5slab.it/forum/index.php?topic=163.0

Senza tutto questo continueremo a perdere voti e non approfittare del calo inevitabile e prevedibile del consenso a Renzi, quando anche gli ultimi italioti si renderanno conto del vuoto che c’è dietro i suoi spot.

Ho l’impressione che Grillo, sia ormai più un ostacolo che una risorsa e che faccia di tutto per non governare, forse sarebbe il caso di cominciare a prendere le distanze e camminare finalmente con le nostre gambe in modo organizzato sia in rete che sul territorio. Basta  soprattutto col marchio in mano a due sole persone che fa a pugni con ogni idea sana di democrazia.

Come funziona una vera Democrazia

Dictionary Series - Politics: democracy

Spesso ci si riempie la bocca di nobili ideali, tra cui quello di realizzare una democrazia dal basso. In realtà poi, all’atto pratico, molti ne ignorano perfino i principi di base, oppure se li dimenticano causando in tal modo il fallimento di tanti progetti, anzi contribuendo a creare l’esatto opposto di una vera democrazia diretta. Lo abbiamo visto con la democrazia con delega italiana entrata in crisi, ma anche in tentativi di chi come i padri fondatori del m5s avevano fatto della democrazia dal basso la loro bandiera.

Sia pure sinteticamente, credo sia utile perciò ricordare alcune nozioni di base.

Come è noto, il significato etimologico di democrazia viene da Démos: popolo e cràtos potere, dunque: “governo del popolo”. In una reale democrazia perciò il potere dovrebbe essere sempre nelle mani dei cittadini che direttamente o indirettamente, tramite ad es., una delega a dei rappresentanti eletti, lo esercitano in un determinato contesto sia esso un luogo reale (comune regione nazione), o virtuale: forum o piattaforma liquida.

Nell’antica Atene non solo ci fu la democrazia, ma si sperimentarono forme di reale democrazia diretta. Ciò fu possibile solo perché dei saggi (oggi si direbbe competenti) legislatori come Clistene, ne crearono prima i presupposti. Elaborarono un progetto definendone struttura, vari organismi di controllo e le regole. Seppero in sostanza organizzarla fin dagli inizi prevedendone i possibili rischi ed adottando contromisure.

La democrazia delegata è oggi in crisi in quanto i rappresentanti delegati dal popolo (in quanto presunti competenti in materia) anziché rappresentarne davvero i bisogni, hanno finito col perseguire i propri, trasformandosi in caste o oligarchie di potere, spesso oltretutto senza essere neppure competenti.

Questa separazione tra base e vertici sta purtroppo per avvenire anche nel m5s dal momento in cui i parlamentari portavoce anziché consultare la base e far decidere ad essa finiscono col decidere dall’alto, magari seguendo anche le direttive dei due fondatori che purtroppo detengono il marchio del movimento. Lo stesso processo accade in piccolo anche su vari forum o piattaforme liquide dove si ricade nello stesso vizio devastante. Questo meccanismo perverso (formazione di oligarchie interne) è il nemico peggiore di ogni reale democrazia delegata, diretta o liquida.

D’altra parte la democrazia liquida prevede un mix ben calibrato tra democrazia diretta, delegata e partecipata.

Come realizzarla dunque in modo che funzioni davvero? La risposta è semplice seguendo l’esempio greco. Organizzandola e strutturandola bene fin dall’inizio, avvalendosi di un gruppo iniziale di persone competenti in materia, costruendo prima una struttura adeguata, regole precise ed una organizzazione studiata al fine di prevenire ed eliminare i rischi di oligarchie o peggio di regimi di un capopopolo.

Ma anche con questi accorgimenti va sempre tenuto presente che la democrazia è un processo lungo e faticoso da praticare. Richiede l’impegno di tutti i cittadini e non la loro inerzia, pigrizia e passività.

Ogni testa pensa in modo diverso, dunque in caso di controversie inevitabili tutto il processo democratico, per evitare sterili polemiche e contrapposizioni, va gestito e controllato dal basso attraverso UN VOTO e delle regole precise COMUNI che garantiscano sempre il potere alla base e la gestione collegiale di tutte le decisioni tramite appunto un voto finale consapevole.

La regola base dovrebbe essere che, per ogni divergenza di opinioni, si decida sempre tramite un voto  a maggioranza. Ma perchè il voto sia informato e consapevole occorre che chi lo esercita, conosca, e dunque abbia seguito bene, compreso e partecipato alle discussioni relative. Senza questi presupposti ogni tentativo di costruire una reale democrazia, sia in una comunità locale o nazionale, sia su un forum o una piattaforma, sono destinati ad essere problematici o a fallire.

Tradotto in pratica questo significa che, ad es., una democrazia vera in rete dovrebbe basarsi su:

- un dominio o amministrazione collegiale costituito da un gruppo delegato di tecnici competenti e gruppo di controllo di garanti eletti dalla base

- una definizione comune degli obiettivi

- trasparenza e chiarezza delle informazioni

- sicurezza tramite sistemi di seria certificazione a monte per evitare, manipolazioni, intrusioni, doppie iscrizioni, alterazioni del voto ecc.

- regolamento preciso e statuto costruito e votato dalla base

- principi democratici di garanzia: elettività temporaneità (rotazione) collegialità di ogni carica o  delega

- voto palese, motivato consapevole e partecipato

Tutto il resto poco ha a che vedere con un serio processo democratico e questo vale a maggior ragione in quel che vediamo sta accadendo nelle istituzioni parlamentari Italiane ed Europee dove tutto è deciso dall’alto dai gruppi dei poteri forti.

M5S uno sguardo al futuro

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Dagli Iloti agli Italioti

Come noto, gli Iloti  costituivano, nel sistema sociale di Sparta, quella parte della popolazione vivente in stato di schiavitù. Sparta, al contrario della democratica Atene, si reggeva su un sistema oligarchico con a capo una diarchia (due re). Un regime antidemocratico non dissimile dall’attuale sistema italiano diretto dalla diarchia renzusconiana formatasi grazie ai voti di tanti Italioti che agli spot elettorali di Renzi hanno creduto e continuano incredibilmente a credere, nonostante i dati macroeconomici parlino chiaro sul fallimento di queste politiche neoliberiste e sull’ inconsistenza delle ricette dei dilettanti allo sbaraglio del governo Renzi.

Tra qualche mese, forse, gli Italiani che lo hanno votato lo capiranno e, se non ci saranno altri errori di Grillo, sarà il m5s a dover ricostruire il Paese allo sfascio. Tuttavia, lo stesso Grillo rischia di essere scavalcato da Renzi e da altri soggetti sul suo stesso terreno: quello della democrazia diretta come strumento  fondamentale per produrre, attraverso l’intelligenza collettiva, nuove ricette programmatiche alternative per risolvere davvero i problemi di fondo del Paese.

Mentre le linee programmatiche per L’Europa del m5s centrano i punti giusti, il programma, elaborato a suo tempo dal m5s per l’Italia, presenta diverse lacune e andrebbe completato insieme agli strumenti per una reale democrazia liquida, che ancora mancano per l’opposizione dei vertici del m5s (ultimo esempio la sconfessione del progetto Parelon). Le due questioni sono infatti legate ed interdipendenti.

Il m5s se davvero vuole proporsi per un governo alternativo del paese deve  risolvere tre grosse contraddizioni interne:

1 – Oltre alla mancanza di strumenti democratici, per la base ed in autonomia dal blog di Grillo (forum ben strutturato, blog di controinformazione ed informazione, piattaforma liquida) l’assenza di un canale unico e permanente di dialogo tra base e portavoce e la grave contraddizione democratica del possesso del marchio del m5s da parte solo di Grillo e Casaleggio. Di qui tutte le conseguenze negative e gli errori di strategia e politica commessi in questi mesi.

2 – I problemi di comunicazione col paese attraverso una maggior presenza in tv, assurdamente disertate, per fare informazione e controinformazione.

3 – Una migliore organizzazione sia in rete che sul territorio, ad es. con un miglior radicamento tramite sedi fisse e la definizione di  una squadra di governo.

4 – Il completamento del programma inserendovi anche i grandi nodi di fondo per affrontare la crisi e attraverso il contributo dell’intelligenza collettiva, cosa possibile se si attua il punto 1 sopra descritto.

Questi, dal mio punto di vista i punti programmatici più importanti da elaborare :

– Riduzione diretta del debito (che nessuno ha incredibilmente affrontato pur essendo il pretesto per strozzinaggio ed attacchi spread).

– La questione lavoro da affrontare oltre con il provvedimento tampone del reddito di cittadinanza   attraverso un piano per il rilancio e valorizzazione del turismo.

– Patrimonio artistico, settore agro-alimentare ecc.. una ristrutturazione del sistema (lavorare meno lavorare tutti, estensione part- time ecc.) ma anche attraverso l’abolizione o rimodulazione della aberrante legge pensioni Fornero.

– Una radicale redistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso in grado di rilanciare davvero i consumi (ben altro che i finti 80 euro).

Le coperture, oltre a quelle già individuate :

– Una patrimoniale secca e senza annunci sui beni e capitali dei super-ricchi, quel 10% della popolazione che detiene capitali pari a 3 volte il nostro debito pubblico. Eventuali dismissioni di beni superflui e recupero evasione.

Ovviamente servirebbe anche un piano di politica industriale e di lotta seria alla corruzione ed al recupero degli enormi capitali  nei paradisi fiscali esteri.

Incredibilmente mi pare che la patrimoniale ed un piano di redistribuzione della ricchezza manchi nel programma del m5s insieme ad un progetto più organico  a breve lungo e medio termine.
La parola chiave in sostanza dovrebbe essere : democrazia dal basso, in modo organizzato.

Senza questo importante salto di qualità  il m5s rischia di rimanere a metà del guado.