Marocco: lotta al terrorismo

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Molte persone si preoccupano e mi chiedono informazioni sulla sicurezza qui in Marocco, vista l’escalation di terrorismo e la progressione del gruppo terroristico Daech nella zona del Maghreb.

Il Marocco oggi è rimasto la sola oasi di pace in una regione piuttosto “movimentata”. L’attentato in Tunisia del 26 giugno è l’ennesima prova che il terrorismo non ha intenzione di risparmiare niente e nessuno, neanche Paesi che hanno vissuto momenti critici durante le primavere arabe ma che finalmente stavano progredendo verso un sistema democratico.

Chiaramente il Marocco, per la sua posizione geografica, porta d’Europa, gioca un ruolo centrale ed essenziale nella preservazione della pace e della stabilità regionale.

A marzo, l’accademico spagnolo Fernandez Linares, aveva allertato sull’estensione inquietante di Daech nel Maghreb, in particolare dopo il giuramento di fedeltà al “Califfo”, nel settembre 2014, del gruppo “Jund Al Khilafa” installato nella regione frontaliera KABYLE, fra il Marocco e l’Algeria.

I dati diffusi dall’intelligence parlano di oltre 1.500 marocchini che oggi sono presenti in Siria al fianco di Daech. La situazione è quindi in effetti allarmante.

Il Marocco però non risparmia gli sforzi per la lotta al terrorismo anzi, ne ha fatto una PRIORITÀ ASSOLUTA per il Paese soprattutto dopo l’attentato al café Argana a Marrakech del 2011 e quelli del 2006.

Nel corso del 2015 è stata creata anche una cellula dell’FBI proprio per contrastare con ogni mezzo questo pericolo che, grazie all’intenso lavoro profuso, ha permesso in poco tempo l’arresto di numerosi presunti terroristi o affiliati a gruppi terroristici.

Tuttavia il fattore umano resta la principale fonte di informazione per l’intelligence. In ogni quartiere, strada, immobile trovate persone preposte per sorvegliare e raccogliere informazioni, dal Moukkaddem al guardiano di auto. Nulla passa inosservato in Marocco e probabilmente è proprio questo fattore essenziale che ha permesso di evitare drammatici eventi.

Il Ministro dell’interno Mohamed Hassad ha dichiarato che dal 2013 ad oggi sono state neutralizzate 27 cellule djiadhiste qui in Marocco, la maggioranza del gruppo Salafyya Jihadiyya, ma anche cellule del gruppo AQMI (Al Qäida au Maghreb islamique) e ISIL (État islamique en Irak et Levant) e… gli arresti continuano ogni giorno. In queste ultime due settimane sono stati individuati ed arrestati almeno una ventina di persone sospettate di Cyber-Djihadismo per conto di Daech in varie località: Tetouan, Tangeri, Tiznit, Dakhla, Beni Mellal, Meknes, Nador, Saïdia e Laâyoune.

Inoltre è stato rinforzato il sistema di sorveglianza e controllo dei marocchini residenti all’estero e questo ha permesso anche una proficua ed efficace collaborazione tra l’intelligence marocchina, una delle più performanti al mondo, con quella di altri Paesi.

In primis gli USA, con cui il Marocco ha sottoscritto un accordo bilaterale per l’assistenza antiterroristica. L’accordo prevede, attraverso la mobilitazione di esperti di entrambi i Paesi nel campo della gestione delle crisi, la sicurezza delle frontiere e le investigazioni, di rinforzare la capacità regionale soprattutto riguardo la formazione dei servizi di sicurezza civile dei Paesi alleati nella regione del Maghreb e Sahel.

Oggi, 14 luglio 2015, in un incontro a Rabat fra la Ministra degli affari esteri marocchina, M’Barka Bouaida, e il consigliere del sottosegretario americano Gerard Feirtein, è stato messo in valore il grande impegno profuso dal Marocco per la lotta al terrorismo e soprattutto per il suo ruolo determinante nelle trattative di pace per la Libia.

Oltre gli USA, anche alcuni Paesi europei hanno richiesto una collaborazione con l’intelligence marocchina. La Francia, la Germania, la Spagna, il Belgio e l’Italia.

La collaborazione Marocco-Spagna ha portato finora all’arresto di 47 presunti terroristi soprattutto residenti in Marocco. E il 30 giugno, in Italia, ha permesso la cattura a Roma di un marocchino ed un Tunisino sospettati di cyber-djihadismo per conto di Al Qäida e che sembra stessero organizzando degli attacchi in Italia ed in Nord Africa.

Questa è un po’ la situazione generale e allora, a tutti quelli che mi pongono la domanda…” Ma è sicuro il Marocco? ” posso solo rispondere che oggi non si è sicuri in nessun posto, né in Italia, né in Francia, né a New York e nemmeno in Marocco, però, allo stato attuale e osservando come il Governo italiano sta gestendo questa problematica ( …la sta gestendo?), in modo secondario e senza la minima competenza ( vedi Ministro Alfano)…. posso affermare senza dubbio che mi sento mille volte più al sicuro qui, in Marocco, con un popolo e un Governo che conoscono bene e soppesano seriamente e con attenzione il rischio che si corre, mettendo in atto strategie mirate ed ultra professionali.

La mia speranza chiaramente è che il Marocco come l’Italia siano risparmiate dall’orrore del terrorismo. Confido nella forza e nella grandezza di questo popolo per difendere la propria cultura, le proprie tradizioni e la propria terra.

Che questa oasi di pace, tolleranza e accoglienza a due passi dall’Europa e nel cuore del Maghreb resti così com’è…