A chi appartiene il Movimento ?

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A chi appartiene il Movimento ? Una riflessione che Paola, del Meetup di Napoli, già si poneva tre anni fa, e che risulta più che mai attuale alla luce delle recenti espulsioni. 

“Stanotte mi rigiravo nel letto e pensavo di scrivere un post: E se Beppe Grillo morisse? Tutti a casa, il giocattolaio è morto, il gioco è finito? Poi stamani leggo la lettera che ha postato Fabio e noto che il concetto è un po lo stesso….la verità è che quello che Beppe non ha capito è che il M5S non è suo, non l’ha neanche inventato lui… lui ha solo colto un ESIGENZA, un bisogno, un idea che era sicuramente lì pronta per essere colta, un idea collettiva, la maturazione di un disagio, che era già vivo in mezzo a noi, lui l’ha saputa cogliere e organizzare: La fine di un era, la democrazia rappresentativa, l’inizio di un altra, la democrazia partecipata collettiva. Si chiama pensiero collettivo, succede, qualcuno può anche pensare di essere stato il primo ad averlo “pensato”, e forse c’è anche qualcuno che “lo pensa” per primo ma non si può dimostrare perchè senza avere il tempo di esprimerlo il pensiero è già stato detto da qualcun altro. Beppe è stato bravissimo a cogliere nell’aria questa esigenza ed è stato un bravissimo lanciatore a rilanciarla, in alto, sempre più in alto, perchè lui è un mago della comunicazione, è una forza prorompente del palcoscenico, un vulcano di idee e di intuizioni, ma devo dargli una cattivissima notizia: il MoVimento non è suo. Il MoVimento è delle migliaia di persone che si sono buttate dentro questo progetto a piene mani, tralasciando lavoro vita e famiglia, per il lavoro, per la vita e per la famiglia. Nessuno è stato precettato assunto, assoldato,…nè invitato ad un party. Questa è una faccenda seria che seriamente va salvaguardata e difesa e protetta dai continui attacchi e possibili devianze, ha ragione! Ma non può che essere la rete a tutelare il MoVimento. Che non appartiene ad altri che a se stesso, e alla comunità che lo anima. Come abbiamo sempre detto, la rete non mente e alla rete non si può mentire; deve vigilare e decidere E PRENDERE DECISIONI. Dovremo trovare le modalità di democrazia deliberativa partecipata attraverso il web perchè questo avvenga, non possiamo rifugiarci sotto l’ala protettiva di un Padre Padrone. Lasciare il Giudizio nelle mani di Uno Solo non potrà mai essere una cosa giusta. Chiunque esso sia. E’ la comunità che deve vigilare, denunciare, isolare “l’erba cattiva” se questa verrà a crescere nel nostro giardino…Anche un figlio non ci appartiene, dobbiamo rassegnarci a lanciarlo come fa un arco con la freccia, il più lontano possibile da noi; persino un libro, un film, un quadro una volta realizzati vivono di vita propria, perchè sono frutto comunque, è difficile capirlo, di un opera collettiva, della collettività che ci alberga dentro e ci permette di concepire quell’opera! Dell’essenza del nostro tempo che ci detta quel libro e quel quadro e quel film… Cos’è il MoVimento senza Grillo, ma soprattutto cos’è Grillo senza la comunità che anima il suo MoVimento?”

Fonte: http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/21103052/10#68756932

Attivista ed elettore del M5S

Anno 2016, Italia in default, nascerà Italica

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Non chiedetemi chi mi ha raccontato questo… è un segreto! Posso solo dirvi che è un medium e prevede il futuro !

Ma andiamo per ordine… ecco cosa mi rivelato mentre il suo sguardo era perso tra le pieghe del tempo.. “Dopo la primavera del 2015, i tumulti popolari si sono moltiplicati a macchia d’olio in Italia. Ed a Gennaio, prima le piazze più calde del Meridione, Napoli, Palermo, poi Roma e il Veneto ed il Piemonte, dove cittadini Italiani disoccupati e licenziati si sono finalmente uniti agli studenti (quelli rimasti e non ancor emigrati), hanno iniziato ad occupare Municipi e piazze. Alcuni tra i più esasperati hanno creato palizzate improvvisate con bidoni dela spazzatura, auto e motorini, ed hanno preso possesso di alcune strade, applicando alla lettera l’arte della guerriglia urbana: piccoli incendi e devastazioni che spingono le forze del’ordine a correre sù e giù per la città per sedare le rivolte, inutilmente, perchè neanche il tempo di arrivare,  ecco che è scoppiata un’altra sommossa dalla parte opposta della città… e via di corsa…
L’Europa versa lacrime di coccodrillo, visto che la sua scellerata politica di austerità (povertà di massa suona meglio), ha ridotto sul lastrico milioni di persone. E che cosa tira fuori dal cilindro? L’ennesima trovata: inviare reparti di pronto intervento europeo, reparti di fanteria meccanizzati atti a reprimere anche con la forza, i focolai di rivolta. Lo Stato Italiano ormai è tecnicamente decaduto, allo sbando e in bancarotta: scuole, università, ospedali, e persino forze armate, sono senza stipendio da mesi … si lavora solo per spirito di solidarietà tra cittadini. La nostra Nazione è precipitata in un caos senza più possibilità di ritorno… ma i parlamentari del M5S, hanno una soluzione: abbandonare l’Italia, per fondare “Italica”. Una nuova nazione che si fondi su una costituzione scritta dal M5S. Una nazione migliore ed onesta, dove lo Stato gestisce la scuola, la sanità, i trasporti e lascia ai privati solo i servizi non essenziali, terziario e manifatturiero.
Tutta l’isola (sì, perchè è un isola) è gestita nel massimo rispetto dell’ecologia e dell’ambiente: fonti energetiche biocompatibili, energia latente delle onde marine, eolico, solare, etc etc … tutto è costruito in materiali veramente biologici… riciclo del 100% dei rifiuti … ed ancora scuole, ospedali, e ministeri gestiti da volontari prestati alla politica per il bene comune… giardini pubblici, wi-fi gratis … e tanto altro pagato con tasse eque, da generosi sponsor e magnati pentiti dell’industria … inoltre, chi vuole può contribuire col proprio lavoro (sei muratore? Costruisci gratis una casa … sei insegnante? Insegna gratis a scuola)… tutto funziona… senza corruzione o inciuci di sorta. Il presidente della Repubblica è …Beppe Grillo ! Presidente del consiglio è Di Maio, Min. della Giustizia Travaglio, della Sanità… Gino Strada !”

Bene, avete letto?
Italica è il luogo ideale in cui vivere… ma vale la pena aspettare che la nostra Italia debba per forza arrivare al collasso per vivere in un posto così ?… Io dico che non è ancora troppo tardi quindi… sveglia !

Incontro con il Cittadino Manlio Di Stefano

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Il 25 ottobre, ho avuto la fortuna di incontrare e discutere con il nostro Cittadino e Portavoce Manlio Di Stefano, venuto in Marocco, a Rabat, per un seminario del Consiglio d’Europa sui flussi migratori.
Quando ho letto che era dalle mie parti l’ho contattato e lui gentilmente mi ha dedicato un po’ di tempo per discutere di molte questioni che mi stavano a cuore sul Movimento, la DD, la politica italiana e estera, il MU estero, la società….
Sono partita per andare a quest’appuntamento con molte domande e sono tornata con molte risposte ma anche molti spunti di riflessione che voglio condividere con voi.

L’argomento principale che mi ha lasciato più questioni aperte e sulle quali riflettere è stato sicuramente quello sulla comunicazione fra base e portavoce.

Ne abbiamo discusso parecchio, con sincerità e franchezza.
Come sapete il problema fondamentale era quello di aprire un canale di comunicazione affinché questa democrazia partecipativa all’interno del Movimento prenda forma e dia modo all’intelligenza collettiva degli attivisti di concretizzarsi essendo la nostra più grande forza.

Gli ho parlato del forum ufficiale, vetrina del Movimento, abbandonato a se stesso e nel quale alcuni utenti, con un atteggiamento aggressivo e a volte violento, allontanano gli altri utenti.

Gli ho parlato anche di m5slab e dello scopo per cui è stato creato.

Gli ho parlato del MU estero e delle difficoltà che abbiamo nel comunicare con i nostri portavoce. Della delusione di non essere stati considerati in alcune scelte che coivolgevano gli italiani al’estero, come la questione recente dei Comites.

Di Stefano mi ha risposto con molta sincerità, dicendomi che effettivamente c’è un gap fra la base e i portavoce, che loro hanno bisogno dell’aiuto degli attivisti e dei MU ma che ci sono difficoltà oggettive affinché questo si realizzi pienamente.
A parte lo stato del forum ufficiale, di cui non era totalmente consapevole, mi ha spiegato anche la loro difficoltà di selezionare, fra le migliaia di post, mail, messaggi che ricevono ogni giorno, quelli più interessanti e più utili per il loro lavoro.
Cercano sempre di analizzare ciò che arriva, soprattutto nelle Commissioni di riferimento, molte proposte sono state prese in conto, ma non tutte possono essere considerate subito per quanto interessanti esse siano.
Siamo all’opposizione e i lavori della Camera e del Senato sono stabiliti dalla maggioranza. Ciò vuol dire che alcune proposte degli attivisti, ma anche le loro, restano accantonate in un “cassetto” con la speranza che un giorno possano essere inserite nel calendario e discusse in Assemblea.
Anche delle votazioni sul SO abbiamo discusso e mi ha spiegato che mentre per le proposte di legge (pochissime se non rare) c’è il tempo di informare e consultare i cittadini, la maggior parte del tempo si ritrovano a votare decreti legge in due giorni che impediscono di coinvolgere la base e soprattutto di informarla correttamente in modo che possa scegliere in maniera consapevole.
Quindi si trovano spesso nella necessità di dover prendere decisioni rapidamente.

Tornando a casa allora mi sono chiesta come possiamo colmare questo gap.
Certo abbiamo bisogno di un sistema e una piattaforma valida, ma soprattutto è necessario probabilmente “educare” gli utenti ed in particolar modo gli attivisti.
Se io faccio una proposta sul forum ufficiale o altrove… Devo anche essere consapevole di alcune realtà.

Queste sono le conclusioni alle quali sono arrivata in questi due giorni di riflessione e voglio discuterne con voi:

1) Non ha senso fare proposte generiche di cinque linee (es. mettiamo i pannelli solari su tutte le case) e sperare che tale proposta venga presa in conto.
C’è necessità di sviluppare e portare avanti questa proposta, riunendo gruppi di attivisti interessati al tema (e NON IMPORTA DOVE!), creare tavoli di lavoro e dare vita ad un documento completo da inviare poi eventualmente al portavoce o alla Commissione di riferimento.

2) Il forum ufficiale o gli altri supporti creati dagli attivisti non devono essere una valvola di sfogo per tutte le idee strampalate che ci vengono in mente, sperando che qualcuno le legga. Questi devono essere i luoghi dove gli attivisti possono mettersi in contatto e collaborare al fine di selezionare le migliori proposte ed elaborarle.

3) una volta inviate queste proposte non si può pretendere che vengano portate in discussione in aula parlamentare perché, semplicemente… Non è così che funziona!
Queste proposte tuttavia saranno utilizzate per avere un’idea della base su alcune questioni che potranno servire in caso di votazione di un decreto urgente oppure per sviluppare il nostro programma futuro.

4) seguire i lavori del Parlamento e possibilmente concentrarsi sulle tematiche affrontate al momento. Perché se è vero che può essere interessante una proposta sull’utilizzo dell’energia vulcanica per fare economie energetiche (vi giuro che l’ho letta), tuttavia se si sta discutendo di riforma elettorale i nostri portavoce non avranno un’utilità e un aiuto immediato della base su questa proposta. E loro invece hanno bisogno di un ausilio concreto secondo il momento e le riforme politiche attuali.

5) Piattaforme “parallele” sono sempre state tollerate, purché rispettino i principi del Movimento e non ostacolino il progetto dello stesso.
L’importante è comunque utilizzarle per lo scopo indicato nel punto 1. Coinvolgendo gli attivisti e lavorando per il bene del Movimento.

Questa è stata la conclusione del mio ragionamento. Certo possiamo chiedere piattaforme più performanti, anzi, sarebbe auspicabile, ma dobbiamo anche cominciare ad utilizzare quelle che abbiamo con coscienza.

Questo vale per tutti… Cittadini, attivisti e MU. Se cominciamo noi ad attivarci concretamente e seriamente sarà anche più facile comunicare efficacemente con i nostri portavoce.

Credo sinceramente che questo sia il punto centrale sul quale riflettere tutti insieme in maniera costruttiva per trovare un modo di collaborare utile per i portavoce, per gli attivisti e soprattutto per il bene dell’Italia.

Di tutte le altre questioni che abbiamo trattato… Comites, Corpo diplomatico, riforma delle modalità di voto all’estero, questione Palestinese, sanità e istruzione all’estero, ripartizioni estere, ecc….. ne abbiamo discusso a titolo personale confrontandoci come due semplici cittadini. Ognuno con le proprie idee e con grande rispetto per le opinioni dell’altro.
Anche li molti spunti di riflessione per me… Un grande e interessante scambio di pensieri e idee che mi ha arricchito molto.
Insomma, una giornata che ricorderò con piacere… Una giornata veramente a cinque stelle!

Grazie Cittadino Di Stefano!

Come funziona una vera Democrazia

Dictionary Series - Politics: democracy

Spesso ci si riempie la bocca di nobili ideali, tra cui quello di realizzare una democrazia dal basso. In realtà poi, all’atto pratico, molti ne ignorano perfino i principi di base, oppure se li dimenticano causando in tal modo il fallimento di tanti progetti, anzi contribuendo a creare l’esatto opposto di una vera democrazia diretta. Lo abbiamo visto con la democrazia con delega italiana entrata in crisi, ma anche in tentativi di chi come i padri fondatori del m5s avevano fatto della democrazia dal basso la loro bandiera.

Sia pure sinteticamente, credo sia utile perciò ricordare alcune nozioni di base.

Come è noto, il significato etimologico di democrazia viene da Démos: popolo e cràtos potere, dunque: “governo del popolo”. In una reale democrazia perciò il potere dovrebbe essere sempre nelle mani dei cittadini che direttamente o indirettamente, tramite ad es., una delega a dei rappresentanti eletti, lo esercitano in un determinato contesto sia esso un luogo reale (comune regione nazione), o virtuale: forum o piattaforma liquida.

Nell’antica Atene non solo ci fu la democrazia, ma si sperimentarono forme di reale democrazia diretta. Ciò fu possibile solo perché dei saggi (oggi si direbbe competenti) legislatori come Clistene, ne crearono prima i presupposti. Elaborarono un progetto definendone struttura, vari organismi di controllo e le regole. Seppero in sostanza organizzarla fin dagli inizi prevedendone i possibili rischi ed adottando contromisure.

La democrazia delegata è oggi in crisi in quanto i rappresentanti delegati dal popolo (in quanto presunti competenti in materia) anziché rappresentarne davvero i bisogni, hanno finito col perseguire i propri, trasformandosi in caste o oligarchie di potere, spesso oltretutto senza essere neppure competenti.

Questa separazione tra base e vertici sta purtroppo per avvenire anche nel m5s dal momento in cui i parlamentari portavoce anziché consultare la base e far decidere ad essa finiscono col decidere dall’alto, magari seguendo anche le direttive dei due fondatori che purtroppo detengono il marchio del movimento. Lo stesso processo accade in piccolo anche su vari forum o piattaforme liquide dove si ricade nello stesso vizio devastante. Questo meccanismo perverso (formazione di oligarchie interne) è il nemico peggiore di ogni reale democrazia delegata, diretta o liquida.

D’altra parte la democrazia liquida prevede un mix ben calibrato tra democrazia diretta, delegata e partecipata.

Come realizzarla dunque in modo che funzioni davvero? La risposta è semplice seguendo l’esempio greco. Organizzandola e strutturandola bene fin dall’inizio, avvalendosi di un gruppo iniziale di persone competenti in materia, costruendo prima una struttura adeguata, regole precise ed una organizzazione studiata al fine di prevenire ed eliminare i rischi di oligarchie o peggio di regimi di un capopopolo.

Ma anche con questi accorgimenti va sempre tenuto presente che la democrazia è un processo lungo e faticoso da praticare. Richiede l’impegno di tutti i cittadini e non la loro inerzia, pigrizia e passività.

Ogni testa pensa in modo diverso, dunque in caso di controversie inevitabili tutto il processo democratico, per evitare sterili polemiche e contrapposizioni, va gestito e controllato dal basso attraverso UN VOTO e delle regole precise COMUNI che garantiscano sempre il potere alla base e la gestione collegiale di tutte le decisioni tramite appunto un voto finale consapevole.

La regola base dovrebbe essere che, per ogni divergenza di opinioni, si decida sempre tramite un voto  a maggioranza. Ma perchè il voto sia informato e consapevole occorre che chi lo esercita, conosca, e dunque abbia seguito bene, compreso e partecipato alle discussioni relative. Senza questi presupposti ogni tentativo di costruire una reale democrazia, sia in una comunità locale o nazionale, sia su un forum o una piattaforma, sono destinati ad essere problematici o a fallire.

Tradotto in pratica questo significa che, ad es., una democrazia vera in rete dovrebbe basarsi su:

- un dominio o amministrazione collegiale costituito da un gruppo delegato di tecnici competenti e gruppo di controllo di garanti eletti dalla base

- una definizione comune degli obiettivi

- trasparenza e chiarezza delle informazioni

- sicurezza tramite sistemi di seria certificazione a monte per evitare, manipolazioni, intrusioni, doppie iscrizioni, alterazioni del voto ecc.

- regolamento preciso e statuto costruito e votato dalla base

- principi democratici di garanzia: elettività temporaneità (rotazione) collegialità di ogni carica o  delega

- voto palese, motivato consapevole e partecipato

Tutto il resto poco ha a che vedere con un serio processo democratico e questo vale a maggior ragione in quel che vediamo sta accadendo nelle istituzioni parlamentari Italiane ed Europee dove tutto è deciso dall’alto dai gruppi dei poteri forti.

Strategia o coerenza ?

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Il Movimento Cinque Stelle si è sempre prefissato di non fare accordi con nessun partito, in quanto il sistema dei partiti come sappiamo ha portato alla rovina il Paese, e si è sempre tirato fuori (fino ad oggi) dai giochi di palazzo per preservare la propria “purezza”, dichiarando che avrebbe concesso il suo appoggio solo nel merito delle singole proposte. Nobile intento senz’altro.

Personalmente è anche per questo che ho votato per il Movimento (e Grillo), per la coerenza su questo punto, coerenza che contribuisce a rendere il Movimento unico e rivoluzionario. Ma.. c’è da dire che io sono un privilegiato nonostante i tempi, perchè pur non lavorando ho la fortuna di avere un tetto sopra la testa e dei genitori con un posto di lavoro fisso che pensano al mio sostentamento. Quindi posso anche permettermi di fare il duro e puro, come anche Grillo pretende di fare. Ma.. e quelli che se la passano peggio di me e che hanno votato il Movimento per il suo programma, magari nello specifico per quel famoso reddito di cittadinanza ? Pensate che siano contenti dell’operato dei 5 Stelle ? Cosa andrà a raccontare loro Grillo la prossima tornata elettorale, sui risultati concreti e importanti raggiunti ? Non molto a mio avviso. Certo, grazie al Movimento siamo riusciti a mettere provvisoriamente Berlusconi fuori dal Parlamento.. abbiamo portato maggiore trasparenza nelle istituzioni piazzando un faro sui loschi affari del Palazzo.. contribuito ad un ricambio generazionale con persone giovani ed oneste e una grandiosa ventata di moralità.. ma quanti di quei strategici risultati promessi, cioè risultati che gli Italiani in difficoltà considerano concreti in questo momento per le loro vite, sono stati appunto raggiunti ? Aiutatemi perchè sinceramente a me non ne viene in mente neanche uno.

Un segnale a conferma di quanto sostengo si è avuto con il sì alla partecipazione delle consultazioni con il nuovo Governo di Renzi, la vittoria della maggioranza della base certificata dei cinque stelle di chi voleva discutere nel merito delle questioni, trovare un intesa su punti importanti.. risultato che Grillo non si aspettava e che ha fatto finta di rispettare, sabotando nei fatti l’incontro con un lungo monologo in stile “vattene a fanculo”, per salvare dal suo punto di vista l’integrità del Movimento.

Il problema è che per riuscire a rivoluzionare il nostro bel paese, senza coalizzarci e fare accordi con nessuno, occorrerebbe raggiungere un ruolo di Governo con una percentuale di voti che ci garantisca la piena autonomia decisionale. Certo alcuni penseranno che sia fattibile per un Movimento che in pochi anni ha superato il 20% dei consensi, ma io sono più pessimista.. e per il ragionamento fatto prima credo che il picco massimo sia stato raggiunto, che da qui in avanti non faremo che calare in popolarità. E anche se arrivassimo a conquistare quella percentuale di voti necessaria per governare da soli.. quanti anni ci vorranno prima di riuscirci ? L’Italia dovrebbe fallire minimo per far si che anche gli elettori masochisti degli altri partiti aprano gli occhi e ci diano il loro voto. Possiamo permetterci di aspettare tanto e di arrivare al fallimento della Nazione ?

Spero di essere smentito. Magari il carisma e il potere di persuasione di Grillo farà il miracolo, desterà il Partito del “Non Voto” dalla rassegnazione e dalla sfiducia, o riuscirà a portare via altri voti ai partiti tradizionali.

A volte penso che la purezza ok sia una cosa nobile.. ma che in questo Paese (e Mondo) non sia una cosa a cui gli Italiani (almeno la maggioranza) dia molto valore. Per questo forse dovremmo cominciare a pensare in termini più strategici, rassegnarci a sporcarci un minimo le mani per portare a casa qualche risultato importante. Il peggio che potrebbe accadere tentando qualche accordo, magari per mettere fine a quel disastro economico-ambientale della TAV, sarebbe un rifiuto di chi ha il potere, ma a quel punto il Re sarebbe nudo, e avremmo conquistato (dirottandoli su di noi) voti di quel partito.

Attivista ed elettore del M5S

Italia 2014 vs Italia 1880

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Le tre giornate di Roma sono state bellissime! La presentazione delle nuove leve del M5S, le conferme dei “legionari” della vecchia leva, l’entusiasmo della gente … e poi c’era lui, Beppe Grillo: il catalizzatore. La persona che ha fatto quello che molti altri politici non sono mai riusciti a fare in Italia, se non per breve tempo: un nuovo modo di pensare ed agire per rifondare la Repubblica Italiana oramai dilaniata e da orde di lupi famelici ed un ottocentesco sistema di potere che si regge disincantato individualismo dell’italiano medio, non disgiunto dal controllo totale dei media (tv, radio, giornali, quotidiani, periodici, e persino testate on line!). Chiunque sano di mente avrebbe gettato la spugna ed abbandonato la nazione … tanto qualche soldo da parte lo aveva già … ma lui non è come gli altri. Assieme a Casaleggio ed altri, ha creato il Movimento. Tutte le altre considerazioni le lascio a voi lettori.
Per me è fantastico, ha creato con degne persone come noi, dal nulla, un moVimento unico al mondo; una volta che se ne fa parte, difficilmente se ne esce … valori, impegno, ideali e … soprattutto la possibilità di uscire da questa crisi sì economica, ma soprattutto morale e di civiltà.

Ma qual è la domanda che tutti stranieri (e non?), si pongono?
“Ma come fate voi Italiani a sopportare tutto quello che il Stato-Sistema vi combina?”

Le risposte sono molteplici ed affondano nelle nostre radici storiche e socio-politiche-religiose.
Ma tant’ è …
Se non sono emigrato e per “colpa/merito” vostro! Di queste persone magnifiche che siete.
Siete l’anima del moVimento 5 stelle.

Ma ciò che mi spinge a scrivervi è per segnalarti alcune frasi di un un libro che ho letto,
Tu ti chiederai caro lettore, ma perchè è così importante?
Perchè, se come immagino accadrà, ne rimarrai stupefatto, se non nauseato e ti darà un’altro spunto per combattere contro il sistema …

Starai pensando visto il titolo del mio articolo: 1880?!?! – Esagerato!-. Invece no! E’ attualissimo! Vedrai!

Cito dal libro: … “Tutt’altra Italia io sognava nella mia vita, non questa miserabile ed umiliata all’estero ed in preda alla parte peggiore della nazione. Guardandosi intorno altro non vedeva che apatia, discordia ed immoralità in ogni aspetto della vita. I giornali erano corrotti, così le elezioni, il parlamento stesso, la magistratura, l’amministrazione, le forze armate. Il Re (si potrebbe sostituire con: presidente della Repubblica) si serviva dell’esercito (forze dell’ordine)  non come d’una protezione dello Stato, ma per proteggere se stesso da una nazione indignata; il Parlamento serviva a tenere l’Italia MARCIA e con ciò facilmente governabile. In un discorso elettorale Garibaldi disse che il Re aveva deliberatamente ristretto i diritti del popolo e ridotto i suoi sudditi ad un livello più basso di prima – tanto che ormai solo un dittatore dal polso d’acciaio avrebbe potuto rimettere le cose a posto.”
Questa era la situazione dell’Italia nel 1880!!!!! A me pare che sia una fotografia perfetta dell’attuale baratro in cui è caduta la nazione. Che ne pensate? Il libro dal quale ho preso la citazione é: “Garibaldi” di Denis Mack Smith edito dalla Oscar storia – Mondadori.

P.S: Avete notato che tutti i padri della patria iniziano per G? Garibaldi, e Grillo of course! Grazie per tutto quello che fate, e ciao da “V”

M5S uno sguardo al futuro

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Dagli Iloti agli Italioti

Come noto, gli Iloti  costituivano, nel sistema sociale di Sparta, quella parte della popolazione vivente in stato di schiavitù. Sparta, al contrario della democratica Atene, si reggeva su un sistema oligarchico con a capo una diarchia (due re). Un regime antidemocratico non dissimile dall’attuale sistema italiano diretto dalla diarchia renzusconiana formatasi grazie ai voti di tanti Italioti che agli spot elettorali di Renzi hanno creduto e continuano incredibilmente a credere, nonostante i dati macroeconomici parlino chiaro sul fallimento di queste politiche neoliberiste e sull’ inconsistenza delle ricette dei dilettanti allo sbaraglio del governo Renzi.

Tra qualche mese, forse, gli Italiani che lo hanno votato lo capiranno e, se non ci saranno altri errori di Grillo, sarà il m5s a dover ricostruire il Paese allo sfascio. Tuttavia, lo stesso Grillo rischia di essere scavalcato da Renzi e da altri soggetti sul suo stesso terreno: quello della democrazia diretta come strumento  fondamentale per produrre, attraverso l’intelligenza collettiva, nuove ricette programmatiche alternative per risolvere davvero i problemi di fondo del Paese.

Mentre le linee programmatiche per L’Europa del m5s centrano i punti giusti, il programma, elaborato a suo tempo dal m5s per l’Italia, presenta diverse lacune e andrebbe completato insieme agli strumenti per una reale democrazia liquida, che ancora mancano per l’opposizione dei vertici del m5s (ultimo esempio la sconfessione del progetto Parelon). Le due questioni sono infatti legate ed interdipendenti.

Il m5s se davvero vuole proporsi per un governo alternativo del paese deve  risolvere tre grosse contraddizioni interne:

1 – Oltre alla mancanza di strumenti democratici, per la base ed in autonomia dal blog di Grillo (forum ben strutturato, blog di controinformazione ed informazione, piattaforma liquida) l’assenza di un canale unico e permanente di dialogo tra base e portavoce e la grave contraddizione democratica del possesso del marchio del m5s da parte solo di Grillo e Casaleggio. Di qui tutte le conseguenze negative e gli errori di strategia e politica commessi in questi mesi.

2 – I problemi di comunicazione col paese attraverso una maggior presenza in tv, assurdamente disertate, per fare informazione e controinformazione.

3 – Una migliore organizzazione sia in rete che sul territorio, ad es. con un miglior radicamento tramite sedi fisse e la definizione di  una squadra di governo.

4 – Il completamento del programma inserendovi anche i grandi nodi di fondo per affrontare la crisi e attraverso il contributo dell’intelligenza collettiva, cosa possibile se si attua il punto 1 sopra descritto.

Questi, dal mio punto di vista i punti programmatici più importanti da elaborare :

– Riduzione diretta del debito (che nessuno ha incredibilmente affrontato pur essendo il pretesto per strozzinaggio ed attacchi spread).

– La questione lavoro da affrontare oltre con il provvedimento tampone del reddito di cittadinanza   attraverso un piano per il rilancio e valorizzazione del turismo.

– Patrimonio artistico, settore agro-alimentare ecc.. una ristrutturazione del sistema (lavorare meno lavorare tutti, estensione part- time ecc.) ma anche attraverso l’abolizione o rimodulazione della aberrante legge pensioni Fornero.

– Una radicale redistribuzione della ricchezza dall’alto verso il basso in grado di rilanciare davvero i consumi (ben altro che i finti 80 euro).

Le coperture, oltre a quelle già individuate :

– Una patrimoniale secca e senza annunci sui beni e capitali dei super-ricchi, quel 10% della popolazione che detiene capitali pari a 3 volte il nostro debito pubblico. Eventuali dismissioni di beni superflui e recupero evasione.

Ovviamente servirebbe anche un piano di politica industriale e di lotta seria alla corruzione ed al recupero degli enormi capitali  nei paradisi fiscali esteri.

Incredibilmente mi pare che la patrimoniale ed un piano di redistribuzione della ricchezza manchi nel programma del m5s insieme ad un progetto più organico  a breve lungo e medio termine.
La parola chiave in sostanza dovrebbe essere : democrazia dal basso, in modo organizzato.

Senza questo importante salto di qualità  il m5s rischia di rimanere a metà del guado.

Il potere ai cittadini

DigitalDemocracy

Pensate.. una vera e piena democrazia digitale basata sul web. Un sogno che molti di noi accarezzano da quando il Movimento 5 Stelle ha avvicinato i cittadini alla politica, coinvolgendoli in prima persona.

Un sogno che non è detto che resti tale.

Se un giorno il M5S dovesse arrivare a governare (finalmente) il nostro Paese, ecco come potrebbe renderla reale.

Strumento che ritengo fondamentale per arrivare a questo obiettivo è quello della petizione online.

Prima qualche chiarimento, leggendo quanto spiega Wikipedia, in base alle finalità, è possibile classificare le petizioni come:

  • precettistiche, se invogliano il legislatore ad approvare delle norme che colmino un vuoto legislativo (vacatio)
  • di sensibilizzazione, se hanno lo scopo di focalizzare l’interesse del destinatario su una particolare tematica
  • abrogative, se invogliano il legislatore ad abrogare una determinata norma giuridica

La legge italiana prevede:

Un minimo di 50.000 firme per depositare un disegno di legge in Parlamento, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Un minimo di 500.000 per indire un referendum abrogativo, inoltre le firme devono essere prima validate dalla Corte di Cassazione.
Per finalità di sensibilizzazione non esiste invece un valore-soglia da superare, o la necessità di convalida delle firme.

In questi ultimi anni, grazie ai progressi tecnologici e informatici, è stata inventata la cosidetta “firma digitale”, un particolare tipo di firma elettronica qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche (per saperne di più andate su Wikipedia). L’ordinamento italiano ha ormai equiparato la firma digitale a quella chirografa, e ogni cittadino può ottenere una firma digitale per certificare la propria identità. Tuttavia, non esiste un sito web istituzionale per la raccolta di petizioni con firme digitali, e per l’esercizio del diritto di petizione via Internet.

Le petizioni online quindi non hanno valore legale ma sono portate avanti unicamente con finalità di sensibilizzazione. Per avere valore legale esse devono essere firmate tramite firma digitale, ma ad averla ad oggi sono in pochi, perchè il processo per ottenerla richiede le solite lungaggini burocratiche e non è sentita come utile dalle persone.

.. Pensate però se ogni cittadino italiano avesse una firma digitale ..

Chiunque di noi potrebbe portare avanti una sua petizione perchè non ci sarebbe più bisogno di avere alle spalle una qualsia voglia organizzazione ! addio volontari, certificatori, permessi da richiedere per l’occupazione del suolo pubblico, addio a tutti gli ostacoli che ci sono sempre stati per impedire a noi cittadini di far sentire la nostra voce, le firme potrebbero essere facilmente raccolte con la garanzia della piena autenticità.

Quindi alla luce di quanto detto, come introdurre una prima forma di democrazia diretta nel nostro Paese ? Prima di tutto si dovrebbe garantire ad ogni cittadino italiano una connessione a Internet pubblica e gratuita. Successivamente si dovrebbe assegnare ad ogni cittadino italiano un identità digitale certificata; ovvero lo Stato dovrebbe essere obbligato per legge a dotare ogni cittadino italiano di un indirizzo di posta certificata e di una firma digitale (magari al compimento del 18° anno di età). Per finire introdurre l’obbligo di discussione e votazione per le leggi di proposta popolare in Parlamento.

Idea folle ? probabile, ma credo comunque che sia fattibile, sempre che ci sia la reale volontà di dare il potere a noi cittadini.

Attivista ed elettore del M5S

Il Popolo e le sue responsabilità

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Spesso si dice: “Il popolo è sovrano!” “Il popolo deve ribellarsi!” “Gli italiani sono un popolo di pecore!” “La responsabilità di quello che accade è del popolo!”

Ma… cos’è il popolo? E quali sono veramente le sue responsabilità?

Giuridicamente parlando questo termine indica l’insieme delle persone fisiche che sono in rapporto di cittadinanza con uno stato, ma in realtà viene usato impropriamente, secondo il momento e gli interessi da portare avanti.

Finché però non chiariremo a cosa e a chi ci stiamo riferendo, tutto resterà nell’astratto e così anche per le responsabilità da attribuire allo stesso.

Qual è la responsabilità di questo popolo rispetto a ciò che accade in Italia?

Il popolo è sovrano e, in una democrazia rappresentativa ha una sola, grande, immensa responsabilità. Eleggere i propri rappresentanti.

Il governo attuale dovrebbe rappresentare questo popolo e le sue necessità! Nel caso così non fosse e i rappresentanti eletti dal popolo non rispettino gli impegni presi, questo stesso popolo dovrebbe logicamente riprendersi la propria sovranità, unirsi in questo solo e unico obiettivo.
Il popolo non può permettere che le persone che ha eletto facciano i propri interessi e non quelli della collettività… Altrimenti si accetta che la rappresentatività si trasformi in una sorta di dittatura.
Allora, il popolo ha il diritto e il DOVERE di ribellarsi.

Eppure in Italia questo non accade. Perché?

Forse perché questo popolo, nella sua globalità, si sente effettivamente rappresentato o forse non è capace di reagire?

Nel primo caso c’è poco da fare… Questo nostro popolo, anche se vessato, umiliato, depredato… ha il governo che si merita! Il Governo che vuole!

Ma, nel caso contrario…come si può non reagire quando chi dovrebbe rappresentarci non rispetta gli impegni presi? Quando si arroga il diritto di non rispettare il proprio popolo?

Forse qui prende tutto il suo senso la famosa e inflazionata citazione “DIVIDE ET IMPERA”.

Tuttavia i tempi son ben diversi. Ora ognuno di noi può scegliere chi votare. Può eleggere dei rappresentanti che portino avanti delle idee…. Immigrazione, famiglia, giustizia, economia, priorità, diritti, …….

Ma, in fondo… ognuno ha la propria idea, che abbia aderito ad una forza politica piuttosto che ad un’altra.

Forse il più grande DIVIDE ET IMPERA è proprio insito nella stessa democrazia rappresentativa.
Si sgretola la volontà popolare con il voto e quindi…la sua forza. Con lo scegliere fra una forza politica piuttosto che un’altra.

Con il Movimento ci eravamo posti un grande challenge… La nostra grande Rivoluzione era il cercare di superare tutti questi concetti, eliminando la “rappresentatività” e offrendo al popolo, prima nel nostro piccolo e poi auspicabilmente, nel suo senso giuridico, cioè nella sua globalità, la possibilità di esercitare la propria sovranità direttamente. Senza intermediari!
Scegliere, applicando la DD, su ogni singolo tema. Indipendentente dalle linee politiche di un partito. Ma solamente secondo coscienza.

Questa rivoluzione sarebbe di una POTENZA SCONVOLGENTE per l’intero sistema! In una democrazia diretta ciascuno di noi è RESPONSABILE DIRETTO di ciò che accade e non c’è più nessuno a cui affibbiare delle colpe. Nessun capro espiatorio.

Ma… Ad popolo che non ha neanche la forza di ribellarsi a chi ha scelto per rappresentarlo e che approfitta del suo ruolo, non rispettando gli impegni presi e calpestando la volontà popolare, si può veramente lasciare questo potere di essere RESPONSABILI in prima persona delle sorti del Paese?

Per concludere questa mia riflessione vi chiedo… secondo voi, il popolo italiano è in grado di assumersi, direttamente o indirettamente, le proprie RESPONSABILITÀ?

Riflessioni notturne

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Gli Italiani.. che strani che siamo.

Accettiamo qualsiasi tipo di vessazione, inefficenza, ingiustizia.. magari protestando per un pò ma finendo alla fine per il rifugiarci nell’apatia e nella rassegnazione, preferendo tirare a campare e pensare agli affari nostri e al nostro interesse quando ne abbiamo l’occasione, piuttosto che al bene della collettività. Dubito che cambieremo mai, siamo un cane al massimo che abbaia ma non morde.. dateci poi una partita di pallone, qualche bel culo su cui sbavare, il cinepanettone a Natale, e staremo buoni. Certo, le eccezioni ci sono, ma il fatto di esserci fatti comandare e vessare da questa politica corrotta e mafiosa per decenni, e che non si sia colta in massa un occasione fantastica di cambiamento e rivalsa come il M5S (certo, si è preso il 20%, ma avremmo dovuto spazzare via i partiti con un 100%) è a dir poco scoraggiante. Di conseguenza, è logico pensare che il vero nemico di questa nazione sia il suo popolo.

Io invece vorrei andare fiero del mio essere Italiano, e mi dispiace non riuscirci. Perchè questo sfogo ? Per un “nulla”.. Oggi ero in zona centro, c’era un gruppo di turisti che ascoltava la loro guida mentre questa probabilmente raccontava la storia della mia città.. e nel frattempo vedevi una zingara che dava loro fastidio chiedendo insistentemente l’elemosina con i bambini al seguito per impietosire, due cani randagi messi lì a prendere il sole, spazzatura per terra e indiani ovunque con le loro bancarelle e la merce da due soldi.Mi sono vergognato.Si ok, direte voi, abbiamo un grande passato, una grande storia, una grande cultura, grandi monumenti.. tutte cose che ci ricordano quanto siamo stati unici nel mondo, fondamentali. Ma sono appunto onori e storia e cultura che abbiamo ereditato dai nostri predecessori. Noi, per cosa saremo ricordati ? Per Berlusconi, la sua scarsa morale e i suoi milioni di elettori ? per le trattative Stato – Mafia ? perchè la nostra squdra di calcio (il cui totale degli stipendi dei giocatori dovrebbe farci gridare vendetta) vince un campionato ? Per una Salerno – Reggio Calabria che è da 50 anni che dev’essere terminata quando altrove tirano su un grattacielo in un battito d’ali ? per le montagne di immondizia a Napoli fotografate dai turisti ?Ma come si fa ad avere così poca stima di noi stessi da sopportare tutto questo ?

Il “poteva andarmi peggio” di Gaber non mi basta più, vorrei una rivoluzione per Dio, che si arrivasse ad un punto di rottura, che si dicesse “Ora basta ! Ci siamo rotti i co******!”, che si prendesse coscienza del nostro potere, il potere di unirci dando il meglio di noi stessi per ritornare ad essere invidiati nel Mondo, e non più derisi.

Ma tanto lo so che non cambierà mai niente.

Attivista ed elettore del M5S